sabato 16 dicembre 2017   ::  
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Imparare e Interpretare ....Charles  Sanders Peirce

 

 

(di Angelino Bruni  09-04-2016)

 

Charles Sanders Perice (1939-1914) non ebbe  grande  fama di filosofo,  sebbene  a lui risalga la nascita del pragmatismo: in America  il pragmatismo ebbe maggior fortuna all’inizio  del  1900 con la  filosofia di   W.James e  J. Dewey.

Peirce fu comunque  precursore della  semiotica o scienza dei segni.  A differenza della semeiotica attuale,  concepita come studio   dei  segni  linguistici, la semiotica o semeiotica di Peirce era   una  riflessione  filosofica  dei  segni colti in  ambiti scientifici diversi  che   dalla  logica,  spazziava   con l’epistemologia, la  metafisica. 

Secondo Peirce,  la semeiotica era all’origine del  pensiero  e del   linguaggio  umano; entrambi nascevano  da una  dinamica di segni;   Non vi era  dunque, per lui  alcuna distinzione tra  segno  e  pensiero  ed  il  ragionamento era  l’inferenza ipotetica o “abduttiva in grado di connettere  lo stato presente  “pensante”  con il reale “pensato”;   le  tracce  precedenti  attualizzavano un reciproco  rapporto di  significati.  Per Perice dunque non solo il pensiero, il ragionamento era un  segno  ma la medesima realtà era concepita come il segno di  qualcosa che rimandava  a qualcos’altro.   La verità era  dunque  un segno che   per  dirla con Nietzsche, non ammetteva  i fatti ma solo  le interpretazioni.  Il tratto  caratteristico dell’ermeneutica  pragmatica di Peirce era  l’infinita interpretazione  dell’esistenza umana.

 

L’interpretazione pragmatica dell’esistenza non era mai  diadica.

L’analisi  interpretativa   ingenua faceva  riferimento ad un classico  esempio: il   cartello stradale che  ha  significato valido per chiunque abbia  studiato il codice della strada.   Tale modello interpretativo diadico e’ ingenuo  perché  concepisce  la  relazione tra il segno ed il significato, esclude il soggetto.  Per il  filosofo americano la  verità   e’ sempre in relazione  triadica con (l’oggetto) il qualcos’altro (segno)  e   qualcuno (interpretante).  In questo rapporto  triadico  fondamentale  e’ il ruolo dell’interpretante  ossia il soggetto  attivo senza il quale non vi sarebbe  relazione tra  l’oggetto ed il segno.

il segno e’  creativo  per un’ipotesi di  realtà    vera  in un processo  sociale. In questo senso la verità  e’  pubblica  quando adotta  un modello ritenuto vero nella prassi di senso comune. Tale modello pragmatico e simbolico  per Perice,  evidenzia  una forza  superiore al concetto stesso d’ autorità. Esempio:  se per una determinata popolazione  il balsamo di  tigre, allunga la vita degli uomini che ne fanno uso, tale ipotesi di verità o superstizione,  causa del  bracconaggio  clandestino delle tigri,   e’ difficile da sradicare  anche  mediante  l’autorità della legge.  La stessa cosa vale per  altri casi o abitudini sociali  della storia di un popolo o di una  particolare civiltà.

 

L’interpretazione dei segni, secondo il modello pragmatico di Peirce  mette  in crisi  il concetto d’autorità  razionale ed  il concetto  classico  di  filologica e storiografica. Alla base dei fatti  storici, per il filosofo americano,  non c’e’  la  logica  ma i segni  di una  verità  convenzionale che talvolta emerge,  grazie ad altre scienze, quali l’archeologia, la paleontologia l’etnografia.  L’interpretazione dei segni, per mezzo della semiotica e’ dunque fondamentale  per comprende  la storia ed  i giochi  linguistici  non fondati sulla pura  razionalità dei popoli.  Come già  Kant,  aveva fatto notare con  il suo razionalismo filosofico, la  matematica ed il calcolo  dell’esperienza non sono sufficienti a fondare la  conoscenza umana  neppure  per lo studio della storia.

Il confronto con l’antico e la  semiotica   apre così  nuove riflessioni sui  limiti della ragione umana  i cui pregiudizi o   abiti interpretativi inconsci sono stati pensati  e talvolta  supposti con assoluta certezza.

 

 

Per un approfondimento del pensiero di Pierce:

M.A. Bonifanti, L. Grassi e R. Grazia – Semiotica – ed. Einaudi - Torino 1989.

A. Cantucci – Pragmatismo e pragmaticismo Charles S:Peirce  in Storia del Pragmatismo

edizioni . Laterza – Roma-Bari  1992.

   

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