martedì 24 ottobre 2017   ::  
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IL POTERE CHE FRENA  e la Grazia ...un commento

sul nuovo saggio di Massimo Cacciari 

 giorgio montefoschi.jpg di  Giorgio Montefoschi. 

 (febbraio 2013)


cacciari.jpg il potere che frena-cacciari.jpg

 

Tutto è scritto nella Seconda Lettera che Paolo inviò ai Tessalonicesi: poche righe nelle quali è descritta la sconvolgente dinamica della fine. La riassume, con efficacia e chiarezza, Massimo Cacciari all’inizio del suo libro intitolato Il potere che frena (Adelphi): il Signore Gesù non verrà prima del compiersi dell’opera del suo Avversario, l’Anticristo.

Più avanti, Cacciari osserva che il termine Anticristo «non ricorre nel Nuovo Testamento se non nelle Lettere di Giovanni... E tuttavia i tratti dell’Avversario, qui come in Apocalisse e, prima, in Marco, 13,22 (gli pseudocristi e pseudoprofeti che daranno segni e compiranno portenti per sedurre gli stessi eletti) sono i medesimi».

Quali siano questi tratti, meglio di ogni altro fra gli autori dei testi che accompagnano il volume, lo esprime Ippolito  nella sua Demonstratio de Christo et Antichristo. Vale la pena riferire interamente il brano:

 «Come il Signore nostro Gesù Cristo e Dio, per la sua regalità e il suo splendore, è considerato simile a un leone, così, allo stesso modo, le Scritture considerano anche l’Anticristo come un leone, per il suo carattere tirannico e la sua violenza. Il seduttore, infatti, vuole sembrare, in ogni cosa, simile al Figlio di Dio... Il Cristo è re, ma è re anche l’Anticristo. Il Salvatore è presentato come un agnello; lo stesso Anticristo si mostrerà sotto le sembianze di un agnello, pur essendo interiormente un lupo. Il Salvatore è venuto al mondo nella circoncisione, e lo stesso farà anche l’Anticristo. Il Signore ha inviato gli apostoli presso tutte le genti, e l’Anticristo invierà dappertutto falsi apostoli. Il Salvatore ha ricongiunto le pecore che erano disperse e l’Anticristo, allo stesso modo, ricongiungerà il popolo dei Giudei, che si è disperso. Il Signore ha consegnato ai suoi fedeli un sigillo, l’Anticristo, parimenti, lo darà. Il Salvatore è apparso in forma di uomo, e l’Anticristo, ugualmente, si mostrerà in sembianze umane. Il Salvatore ha fatto della sua santa carne un tempio; l’Anticristo, allo stesso modo, innalzerà il tempio di Gerusalemme costruito di pietra».

Questo l’inganno. Ma torniamo alla dinamica dell’evento, come parafrasata da Massimo Cacciari. Dunque: «Al mistero che è l’epifania del Cristo segue l’apocalisse, secondo la forza di Satana, dell’Empio, di colui che finge di essere Dio e come Dio esige di essere onorato. Il giorno del Signore deve dunque essere atteso, attraversando questo tempo di immensa devastazione. La fine è decisa... Tuttavia, un’altra potenza sembra operare nello spasmo di questo tempo ultimo, sulla cui durata è vano congetturare - una potenza che raffrena l’apocalisse, il disgelarsi perfetto dell’Empio. Ma quando colui che la incarna sarà tolto di mezzo, allora, nulla restando fra l’Avversario e il Signore Gesù, verrà finalmente quest’ultimo a condannare tutti coloro che non hanno creduto alla sua verità».

Qual è questa verità? Una sola: che Egli, Gesù, è il Cristo, il Figlio incarnato di Dio. Chi nel momento finale (che non sappiamo quando avverrà, perché Cristo tornerà all’improvviso, come il ladro di notte, in un giorno che è sepolto nell’abisso della volontà divina) crederà che Gesù è il Figlio incarnato di Dio sarà salvo; gli altri, coloro i quali non lo hanno mai creduto, o hanno fatto finta di credere (sono loro gli anticristi, formano il corpo dell’Anticristo, perché l’iniquità - dice l’apostolo - è già in atto), saranno distrutti dal soffio della bocca del Signore e si perderanno per sempre.

La parola greca usata per definire la forza che «trattiene», questa forza che «frena» il trionfo dell’Avversario - vale a dire l’apostasia, l’abiura della religione cristiana - è la parola katechon.

Sappiamo quis o quod est katechon: questa diga che si oppone, alla quale Cacciari dedica la riflessione del suo saggio profondo e attualissimo, e sulla identità della quale si sono interrogati in molti? No. È forse l’Impero (con le sue leggi che ritardano l’iniquità), nelle sue incarnazioni epocali giuste e meno giuste, specchio o contraltare, in quanto potere politico, del potere spirituale? O è la stessa Chiesa che, trattenendo gli anticristi confusi al popolo dei credenti, impedisce l’esplosione dell’Anticristo?

Giustamente, Cacciari non espone soluzioni nette, affrontando un mistero. E, innanzitutto, si pone domande (anche queste prive di risposte definite) su quale sia il significato reale del «trattenere», del «fare diga»: se, cioè, questa azione avvenga in contrasto all’Avversario o operi all’interno dell’energia dell’Avversario. Ma le sue pagine sulla Chiesa sono insieme lucidissime e terrificanti. Perché, se è vero che l’iniquità è già in atto, e «L’Anticristo forma una comunità a immagine capovolta della ekklesia. Ha un corpo formato da coloro che, caduti nell’inganno, agiscono come anticristi»; se, seguendo la Lettera di Giovanni e poi Agostino, è vero che «l’Anticristo mostra tutta la sua potenza proprio nel dividere la Chiesa, strappandole tutti quelli che non le appartengono gratia (per la Grazia)», ed è anche vero che molti anticristi sono usciti dalla Chiesa ma molti vi rimangono, e ciascuno deve interrogarsi se non appartiene al loro numero; se è vero tutto ciò, allora diventa immediatamente tragica l’immagine della Chiesa che riconosciamo nella storia.

La Chiesa «trattiene», «frena» l’avvento dell’Avversario sperando di convertire quanti più esseri umani possibile in vista della loro salvezza. Però è pure dimora di anticristi: di esseri umani i quali, non credendo che Cristo è il Figlio incarnato di Dio, operano nell’iniquità: compiono il Male. Del resto, la Chiesa è una istituzione terrena. La Chiesa vive nel tempo, ed è fatalmente condannata alle imperfezioni e alla miseria del tempo. Continua a lavorare, con i suoi limitati mezzi, la vigna del Signore. Ma nel presente. E non può fare altro. «La Chiesa - scrive Cacciari - non può fingere eterna durata. Il luogo, qualunque esso sia, dove l’Eterno si rappresenta non è eterno né l’Eterno si deve confondere con il tempo del resistere, del durare».

La Chiesa non salva. La vera salvezza viene dalla Fede. E dalla Grazia. Poi - nel giorno che non conosciamo - tornerà il Cristo. E sarà la morte del tempo: «Il tempo si riassorbirà, allora, nella Luce, imploderà in essenza luminosa, accolto nel Dio-Luce di Giovanni. La nuova terra, infatti, non conosce notte».

 


Giorgio Montefoschi -  scrittore e gioralista italiano,  ha collaborato con diverse testate giornalistiche tra cui il Corriere Della Sera.  Il suo primo romanzo intitolato Ginevra ebbe un notevole successo soprattutto da parte della critica.  Ha collaborato anche per la realizzazione di servizi radio-televisivi  per  esempio Mixer a contatto con Giovanni Minoli  RAI Italia.

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