domenica 20 agosto 2017   ::  
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Mito & cucina:

 

La farfalla dorata  e la lasagna bianca nel Golfo dei poeti di Lerici 


 

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 note di: GABRIELLA MOLLI 

 


Chi si ricorda dei tempi della bianca lasagna in uso nel Golfo della Spezia per festeggiare la Befana?

 

Ogni anno, inevitabilmente, il giorno della Befana mi ricorda le lasagnette a forma di losanga di mia madre. Un rito gastronomico trovato al Canaletto, quartiere nella periferia est del Golfo della Spezia dove ho vissuto dagli otto ai ventitrè anni. Dell’uso ho avuto conferma anche appena arrivata a Lerici, giovane sposa, negli anni Sessanta.

Ricordo che mia madre era ossessiva: voleva che tagliassi le lasagnette perfettamente con i lati uguali. Insomma le lasagnette della Befana per lei erano quadrotti di pasta molto regolari. Che con un colpo di coltello avresti potuto tagliare in due ottenendo due triangoli equilateri. Ma le losanghe delle torte di riso della Val di Vara, dei testaroli di Pontremoli non sono quadrotte, sono invece oblunghe. Mettendo in maggiore evidenza il simbolo femminile,

il taglio, magico ingresso del seme e altrettanto magica uscita del bambino. Poteva sfuggire all’uomo questa somma funzione?

Ecco quindi che mi sono occupata nel tempo della presenza della mitica forma presso le civiltà che hanno preceduto la nostra, ho trovato subito la losanga e l’ho associata alla bianca lasagna della festa della Befana.

 

Occupandomi poi di cibi che vengono da lontano, dai tempi in cui si facevano offerte alla dea madre per invocare fecondità e ricchezza in poi, trovo conferma sul “Dizionario dei simboli, dei miti e delle credenze di Giunti”, che il rombo è la rappresentazione dell’identità femminile.

 

Ci rifletto sopra e mi appare evidente che nel quadrotto della bianca lasagna della Befana di mia madre, l’accostamento dei due triangoli equilateri, non è banale. In primo luogo il triangolo equilatero è una figura che si incontra in tutte le tradizioni, simbolo di armonia perfetta (si pensi alla trinità cristiana, al delta luminoso dei massoni: sole, fuoco, energia spirituale). In secondo luogo anche l’architettura sacra ha fatto un gran uso del triangolo equilatero.

Dunque la forma della bianca lasagna della Befana non è banale e l’ho ritrovata anche in tanti biscotti, mentre andavo in giro per tutta Italia e nel Mediterraneo.

 

Da ricordare che in Alta Val di Vara (a mio parere la terra dove i Liguri Apuani hanno vissuto più a lungo) ancora oggi alla Debbia, si continua la tradizione antica del taglio a losanga delle torte d’erbi e di riso (tanto quella dolce che la salata). E questo accade da secoli anche in alcune culture del Mare Nostrum con cui abbiamo tante affinità di costumi di cucina.

 

Chi è stato in Marocco, Giordania e Tunisia l’avrà notato. Quel mare a cui apparteniamo, nel cibo ha molti punti in comune con noi. E la forma a losanga è uno di questi. Ma se è facile associare i cibi della Sicilia alla cultura araba, in Liguria questa impronta è molto meno evidente. Le forme tonde infatti si rincorrono nei buccellati, nelle torte, nei canestrelli. Ma c’è ostilità a pensare in modo allargato alla forma della losanga. Per fortuna sono andati realizzandosi percorsi di ricerca. E c’è chi comincia ad ascoltare.

 

Anche se spesso io mi sento dire ‘Ma cosa vai dicendo...’, perché c’è sempre chi non accetta le mie comparazione, un filosofo della natura (Enrico Calzolari) esercita un forte potere di attrazione quando racconta. Calandosi nelle dinamiche di vita dei primi uomini, racconta di stelle, di acqua, di disgelo, e per fortuna ora le sue ricerche sulle origini della forma del cibo, stanno aprendo nuovi orizzonti. Su questa scia vorrei tentare un’analisi di quello che sta dietro alla lasagna-losanga.

 

Per fare chiarezza, ‘lasagnette’ vengono anche chiamate le strisce di pasta a tagliatella. E qui si apre storicamente il discorso dei lasanum greci e dei laganum romani. Ma quando si parla di sfoglia tagliata in grandi quadrati, o in rombi, e quando si dice “lasagna-losanga”, dietro c’è la storia dell’uomo. E c’è anche la microstoria, che altro non è se non l’avventura per la sopravvivenza. Il cibo assume un tono di religioso (quieto) atto di ricerca di protezione. E questo accade anche per altre forme di pasta. Ecco quindi, a una lettura attenta, che la storia delle paste italiane è un vero concentrato di microstorie locali. Sì, ma perché la bianca lasagna del giorno della Befana della mia infanzia, ha grandi significati? Siamo appena dentro il periodo del riposo della terra e c’è dentro tutta la richiesta di fecondità e di nascita.

 

Un segno evidente della presenza antica della losanga nel Golfo della Spezia, la si ritrova sul monte Carpione, ovvero sul lungo promontorio che divide la costa (Lerici) dalla valle della Magra.

 

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(Lerici la farfalla dorata)

 

Ebbene lassù, nel bosco, una combinazione di rocce, ci racconta che lì sotto c’è qualcosa di primordiale.

 

Andare a scoprire il sito, salendo una stradina che si arrampica, vale la pena: quasi al tramonto, un filo di luce perfora la roccia e compare una farfalla di luce che ti ferma il cuore: e vivi la poesia di un lavaggio dell’anima. Si annienta tutto, civiltà e progresso. Sul monte Carpione stupore ed emozione ti regalano l’imponderabile. Vieni....

 

(Gabriella Molli/2016 - per aminAMundi).    

 

 

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