lunedì 23 ottobre 2017   ::  
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GIOVANNI PASCOLI - IN APPUNTO



NEBBIA

Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli
d'aeree frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valeriane.
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che dànno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.
Nascondi le cose lontane
che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...
Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, solo quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.


GIOVANNI PASCOLI

per eventuali approfondimenti e maggiori informazioni sulle opere, la vita e gli eventi dedicati al poeta Giovanni  Pascoli:

Fondazione Giovanni Pascoli Museo di Casa Pascoli Loc. Caprona 6 55020 Castelvecchio Pascoli (Lucca) tel. 0583 766503, fax 0583 765207 Casa Pascoli tel. 0583 766147 http://www.fondazionepascoli.it/

 

la poesia per  il poeta

La  poesia va alla ricerca di una "sfera di meraviglia quasi primigenia", si intreccia ad una selva di simboli oggettivi, una metafisica del non significabile., nel rifiuto di ogni possibile motivo didascalico, epico, storico. Il suo nuovo linguaggio vuole essere soprattutto interiore grazie ad un sistema espressivo che va dalla sintassi analogica a quella delle equivalenze oggettive. La poetica delle cose, del particolare, si intreccia con una chiara preoccupazione di definire lo specifico della poesia, distinguendolo, via negationis, dalle altre attività:   la poesia non  è razionalità;  non procede per sillogismi; non tende a convincere la mente secondo ragionamenti logici;  non è moralità;  non tende a persuadere la volontà  di chi legge o ascolta. La poesia vede tutto con meraviglia, tutto come fosse la prima volta. .   Nell’ambito del panorama letterario del decadentismo, Pascoli aprì la strada a nuove forme poetiche incentrate sulla libertà della parola, mettendo definitivamente in crisi il classicismo scolastico.

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