venerdì 17 novembre 2017   ::  
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Andy Warhol (foto archivio aminAMundi di M.Binda)

dalla mostra di Milano 2013 a Palazzo Reale


ANDY WARHOL  - ritorna in Italia. 


                                                                          a cura di Miriam Luigia Binda


In  questo periodo Andy Warhol  è presente in Italia con due grandi mostre, precisamente a Milano ed a Pisa. (Milano fino al 9 marzo 2014 - Pisa  fino al 2 febbraio 2014).

Brevi cenni Biografici:

 Andy  Warhol nacque a Pittsburgh  (Pennsylvania - 6 agosto 1928). Figlio di due immigrati rumeni grazie al suo talento artistico, che si manifestò  da giovanissimo, studiò arte e pubblicità a Pittsburgh  (Carnege Mellon University). Negli anni '50 si trasferì a New York  e la sua carriera fu quasi immediata,  prima lavorando come grafico-pubblicitario per la rivista Vogue e Glamour e successivamente come artista e manager  esperto di comunicazione e  Visual Arts.   Morì a New York il 22 febbraio 1987, in seguito a un intervento chirurgico.   I  funerali si svolsero a Pittsburgh, sua città natale;  a New York venne celebrata una messa commemorativa in suo onore alla quale parteciparono moltissimi artisti provenienti da tutto il mondo.  Egli è considerato "il Padre della Pop Art".

IMMAGINE-MUSICA & STRAVAGANZA

L'arte di Andy Warhol  è  stata definita "pop" in grado anche di  svelare o  smascherare  la  società del consumismo contaminata dal  boom economico che aveva caratterizzato lo sviluppo del grande mito americano  post-bellico, incline ad una ricerca di benessere materiale  correlata ad un alto sviluppo demografico che,  in quel periodo  tra gli anni 50 e 60 era senza precedenti soprattutto in America.

 Warhol  nonostante cercasse di riprodurre e creare delle opere d'arte, il suo atteggiamento  non fu mai accademico ma stravagante; addirittura in termini  artistici  egli si esprimeva con un  atteggiamento e con delle espressioni "umoristiche"  addirittura si auto-definiva  "fatalmente idiota".   Infatti è celeberrima la frase che conclude una delle sue  interviste più note e dice:

"se  tu  prendessi  tutte le frasi che ho detto capiresti  che sono un idiota e non mi faresti altre domande." 

Sta di fatto che questo genere di  "idiozia-creativa"  anche nel periodo  post-warhol  ha  lasciato  un  segno indelebile.   Molti critici d'arte affermano che uno dei collegamenti più interessanti, tra Warhol e altri artisti è soprattutto quello tra Warhol, Gerhard Richter e  Vik Muniz; quest'ultimo un artista brasiliano conosciuto soprattutto per i suoi progetti  rivolti anche alla  critica sociale. Con questo genere di arte pop,  l'artista entra nella vita comune ed usa il suo talento per mettere in collegamento  gli spettatori, con le  grandi  vetrine "artistiche" delle metropoli.   Si può quindi dire che l'arte di Warhol  è una visione che brucia nel grande   magma delle città industriali.   La loro immagine, che non si basa sul concetto morale, coglie piuttosto quella   gigantesca  fotografia sociale    che può indurre a pensare ai  miti  del  materialismo storico e  becero  sempre più  coinvolto allo sfruttamento artistico solo per bisogni commerciali. Come appunto si trattasse di una bottiglia della Coca-Cola o di qualche altro prodotto, anche le opere artistiche sono svuotate di contenuto. Un emblema è senz'altro rappresentato da due opere famosissime la Coca-Cola e la celeberrima  Campbell's Soup.   Il suo infatti è  un "fare pubblicità"  all'incontrario  per trasfigurare l'esaltazione di certi miti  che diventano così degli oggetti soggetti alla moda, alla fantasia commerciale, senza alcun valore estetico.  Si tratta di un  destino artistico che va di pari passo con le cose esposte sugli scaffali di un supermercato e soggette alla cannibalizzazione consumistica. Così le invenzioni di Andy Warhol  suscitano spettacolarità, fanno moda,  rappresentano una specie di cartellone pubblicitario. Anche  la sua  macchina da presa  cinematografica ha contribuito  ed ha lasciato il segno in molti filmati (esempio: il film documento, dedicato al pittore Salvator Dalì, firmato  Endy Warhol) inoltre non va dimenticata  la sua ricerca anche in ambito musicale.  Fu infatti  amico e  manager di un  altro artista considerato "icona del "pop" americano;   Lou Reed; che casualmente è deceduto il 27 ottobre 2013 (aveva 71 anni)  in concomitanza con le due  importanti mostre, in corso a  Milano ed a Pisa  dedicate a Andy Warhol

Lou Reed,  come Warhol è  considerato oramai una  leggenda del rock’n'roll. Prima come leader del gruppo dei Velvet Undrground ,  poi  come artista solista.  Anche la carriera di Reed, come quella di Warhol iniziò  a New York,  prima come professionista, per note case discografiche,  poi come compositore d'avanguardia per una rock band celeberrima la Velvet Underground.   Ecco qui,  entra in scena Warhol perchè sarà  lui a patrocinare i Velvet   anche in qualità di  manager.   Warhol finanzierà il primo album  dal titolo: The Velvet Underground and Nico  (il famoso album con la banana in copertina, uscito nel 1967) . Ma il connubio Reed - Warhol  finirà presto nel 1968 quando Reed  oramai famoso, lascerà Andy  Warhol per sostituirlo con un manager  esperto di  discografia. Comunque molti anni più tardi Reed dedicò  all'amico un altro album storico: Songs for drella e Magic and loss.  

Milano, in questi giorni è  coperta di cartelloni che ricordano la mostra di  Andy Warhol. Basta recarsi alla Rinascente di Piazza Duomo per vedere che  il segno della pop art è già su molti oggetti.  Una specie di  merchandising dedicato alla mostra  inaugurata il 25 ottobre a Plazzo Reale!

Alla mostra di Milano sono esposte  anche alcune opere che trattano l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci (The Last Supper)  quadro di grande dimensioni in  bianco e nero che già era stato presentato a Milano, qualche mese prima la  morte di Warhol  avvenuta nel 1987. 

 Lo stile eccentrico ed inconfondibile di Warhol  ha saputo creare altre interessanti  immagini che si possono vedere a Palazzo Reale;   chi  dimentica infatti  la  celebre e famosissima Mariylin Monroe?  Non manca anche la mitica Gioconda, riprodotta a modi poster e  nello stesso stile  si vede anche la gigantesca  riproduzione di Mao Tse-Tung e di altri personaggi americani protagonisti della pop art tra cui il pittore  Basquiat (vedi foto)

 

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foto archivio aminAMundi di M.Binda  dalla mostra di Milano 2013 a Palazzo Reale

 

 Molte altre immagini  si susseguono per mostrarci  un genere di creatività che diventa suggestione di  flash  colti da una macchina fotografica che  sembra aver perso l'obiettivo della profondità.  Una macchina che  nella realtà  trova l'occhio fantasioso di un artista  pop - quello di  Warhol - che produce un gigantesco auto-scatto del  pensiero contemporaneo  e lo appiattisce, lo pasticcia, lo colora quasi con dei segni infantili  per metterlo insieme ai grandi miti  nella medesima immagine riprodotta in serie.  Ed è forse questa l'immagine della realtà che non ha finzioni in quanto è già per se stessa, una gigantesca costruzione della cinestesia sociale - mostrata realisticamente da questo  strano personaggio, dal caschetto biondo, che addirittura sembra "fuori" fuori sulle nuvole eppure  semplicemente Andy, con la sua graffiante comunicazione   è più presente che mai!  

Miriam Binda (novembre 2013)

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