venerdì 17 novembre 2017   ::  
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BOLIVIA IN BICICLETTA

alla scoperta di antichi popoli e poeti romantici 

                                                                  autore: Simona Strada

 

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(foto Simona Strada - per aminamundi)


 

Y AMOR DULCE VENENO

Ay, amor! glorioso infierno

Y de infernales injurias,

León de celosas furias,

Disfrazado de cordero.

(by; Mariano Melgar)

 

L'aeroporto di La Paz - si chiama  El Alto  non ha caso è il più alto aeroporto al mondo!

Nella capitale boliviana  io, Thomas e Rebecca abbiamo aspettato l'arrivo di Roberta e Gianni partiti da Milano  Quando  finalmente anche Gianni e Roberta ci hanno raggiunto in hotel    il nostro gruppo era al completo. Siamo in tutto sei pazzi scatenati che hanno voluto visitare la Bolivia anche con la bicicletta. Ecco il nostro gruppo: Io,-Thomas,  Rebecca  e   Ignazio  (partiti dal Canada) - Roberta e Gianni (partiti da Milano).

La Paz  è una città a tratti modernissima situata sopra un grande altopiano a circa 3600 metri sopra il livello del mare.  Il nostro albergo  si trova  nel quartiere Calacoto  in Avenida Arce ed   un po' di  riposo è consigliato, prima di mettersi in movimento,  soprattutto per acclimatare il corpo alla  rarefazione dell'ossigeno che crea uno stato di malessere soprattutto se  non si è abituati a frequentare l'alta montagna.   Lo spettacolo che si vede dalla mia finestra è suggestivo praticamente tutta la città è circondata da imponenti montagne che fanno parte della Cordigliera Reale.   Quando guardi le montagne, intorno  a La Paz, ti sembra di stare  a bassa quota, in realtà si è a più di  3500 metri sopra il mare e, non a caso le montagne boliviane sono soprannominate il Tibet D'America. 

L'inverno in Bolivia   presenta, in genere, un clima secco ed è quindi il più agevole per chi viene dall'Europa soprattutto.  Dopo un meritato riposo in albergo,  io e i miei compagni di viaggio abbiamo percorso la tipica via  cittadina  Calle Jaen,  ricca di negozietti e abitazioni coloniali e li abbiamo  sostato anche per una cena accompagnata dal tipico pane  marraqueta e la Kauka. All'indomani  abbiamo  proseguito la visita della città  in direzione del   Museo  Preciosos Precolombinos ricco di manufatti d'oro e  resti  archeologici  precolombiani. Strada facendo  ci siamo immersi  nel famoso mercato degli stregoni e delle  streghe  e proprio in questo luogo  Thomas  si  è  inebriato con mille scatti di fotografie.   Quante ne ha scattate gli ho domandato? Lui non ha risposto ma sicuramente più di un centinaio. Thomas praticamente è rimasto folgorato dalla bellezze delle donne  boliviane    agghindate con monili e cappellini tessuti  con fili di lana coloratissimi. 

Un consiglio: attenzione alle streghe boliviane!  Potrebbero  offrirvi   intrugli  magici   e  allucinogeni. Se avete sete  consiglio di bere un mate de coca, oppure  un'altra bevanda tipica  di nome - api - ricavata dalla macinazione di  un particolare granoturco che vive in alta quota, si possono comunque trovare  anche  succhi di agrumi  venduti dagli ambulanti della zona che vivono grazie ai loro baracchini sparsi in tutta la città.  La notte è freddissima  a La Paz  ed è quindi consigliato l'uso di maglie pesanti....se  vi dimenticate i maglioni di lana non c'e' problema potete approfittare degli splendidi mercatini  che offrono  mantelline, cappellini ed anche maglioni di lana dai tipici colori giallo-rosso con ricami blu cobalto.  Un vero affare visto anche i costi bassissimi rispetto ai nostri europei. 

Dopo una pausa cittadina a La Paz, durata  circa 3 giorni  io e i miei compagni abbiamo ripreso il viaggio verso l'Isola del sole sul lago Titicaca.  Prima  abbiamo visitato l'acropoli di  TIWANAKU  un luogo importante  per la storia del  Sud America.   A Tiwanaku sussistono   le testimonianze di una  popolazione vissuta in epoca precedente gli Incas. A tiwanaku  sorgono  i resti di edifici sacri  a forma di piramide  ancor prima  dell'antico periodo egiziano.   Vi sono inoltre monoliti e strutture di pietra gigantesche  che forse servivano da altare per fare  entrare  la luce solare sulla terra.  La piramide di  Akapana è la struttura dominate  ed alcuni archeologi sono  attualmente ancora al lavoro per cercare di portare alla luce altri reperti o  testimonianze di questo antico popolo.

Tiwanaku è anche denominata  "la città sotterranea"  perché   molte case  furono costruite  sotto terra, vivevano così riparati.  I resti di  questa civiltà - tra i  più antichi  della storia, si parla di circa 8000 anni a.c,   precede  gli Incas ed anche le piramidi dei  faraoni. Si tratta davvero di un'importante civiltà i cui segreti si collegano alla storia  della Bolivia e  di tutto il Sud America.

Dopo la visita a Tiwanaku, il viaggio prosegue  verso  Manco Kapac. In questo posto  si trovano altri resti archeologici   nei pressi del  villaggio di  Yampupata.   Ed eccoci  all'indomani    a  Copacabana! Qui finalmente  inizia il nostro viaggio sportivo. Il nostro gruppo si è munito di  biciclette  e si  procede   verso il lago  Titicaca.   Ignazio  l'amico  canadese  (di  origine boliviana)   ha inoltre prenotato il soggiorno a Copacabana,  presso un  albergo  comodo ed accogliente. L'albergo è  tipicamente arredato  in stile boliviano,  si chiama  Hotel Las Olas ed è dotato di  bungalow. Abbiamo sostato in due bungalow  con annesso giardino così ognuno di noi ha potuto parcheggiare la bicicletta accanto alla stanza.  Non distante dall'Hotel sorge  l'antica cattedrale di Copacabana,  affollata di turisti e  pellegrini. Molto bello il cortile moresco della cattedrale  ed il bellissimo altare che domina il centro della chiesa con la scultura della Virgen de la Candelaria, santa patrona di Copacabana .  L'itinerario  in bicicletta  procede  all'indomani per  oltre  15 Km di sterrato  si pedala vero  la penisola  Yampupata, con la vista sul lago Titicaca. Da li si  raggiunge l'Isola del Sol  ed  Il posto è magnifico. Davanti ai nostri occhi si vede  un luogo  circondato d'azzurro (il lago è talmente grande che sembra mare) inoltre non mancano i rilievi archeologici  che ci accompagnano sempre  in ogni tratto di terra. 

Sull'isola  del Sol siamo arrivati  tramite un piccolo traghetto.  La sosta notturna non è stata facile e per l'occasione,  tutto il nostro piccolo gruppo di ciclisti ha sostato  nel  villaggio di Yumani nella parte meridionale dell'isola. Siamo rientrati l'indomani a Copacabana in Hotel,  dal quale siamo ripartiti per raggiungere,  sempre in bicicletta la frontiera peruviana.  Abbiamo pedalato per altri 18 Km ammirando suggestivi paesaggi molti dei quali situati sul bordo del lago Titicaca.

A  Puno abbiamo passato  un paio di giorni e poi abbiamo proseguito  il nostro percorso in bicicletta  vero un luogo  stupendo  e popolato dagli  Uros.   Abbiamo  visitato le loro piccole isole di   Amantani e Taquile.  Queste particolari isolotti  sono  galleggianti perché  sono composti con la Tora,  anche le loro barche sono fatte di questo materiale vegetale,  molto leggero ma resistente.  Perchè queste  isole galleggiano? Pare che furono costruite anticamente  dagli Uros per auto-difesa.  L'isola o villaggio era mobile così potevano spostarsi   nell'enorme lago,  al fine di proteggersi dagli  attacchi  degli invasori o tribù nemiche. Su queste isole è molto bello  sospendersi nel tempo. Ovviamente se si vuole andare sull'isolotto galleggiante su usano le imbarcazioni ma  senza bicicletta.

Quando abbiamo fatto ritorno a Puno in Perù,  abbiamo organizzato il nuovo itinerario in bicicletta in direzione di Ayaviri. Il viaggio è stato faticoso, causa il vento, e la nostra  pedalata - per così dire - è durata circa 15   ore per   80 km!  

Abbiamo comunque  approfittato  di una sosta   presso l'abitazione di un conoscente di ignazio che ci ha  invitato a casa sua a bere un  Pisco  (bevanda leggermente alcolica). Il bicchierino di Pisco era  accompagnato da un budino al latte molto dolce.  Inoltre Ayoze, così si chiama l'amico di Ignazio che ci ha ospitato,  ci ha raccontato  la storia di Mariano Melgar Valdiviezo un patriota e  poeta romantico considerato  anche "capo stipite"  della  letteratura contemporanea peruviana.  Mariano Melgar,  agli inizi dell'Ottocento ha lasciato l'abito talare per dedicarsi alla rivoluzione degli   indios  tormentati  da un esasperato colonialismo, Mariano Melgar  era anche un estimatore e traduttore delle opere di Ovidio e Virgilio.  Anche  Ayoze conosce i letterati latini e nella piccola casa dei suoi familiari, in cui vive per qualche mese l'anno per via del lavoro che svolge prevalentemente in Messico,  conserva ancora nella sua piccola stanza uno scaffale  di legno e calce bianca sul quale sono riposti  libri e tra essi mi ha mostrato   La Tregua di  Primo Levi e L'Eneide  di Publio Virgilio Marone. 

Nella casa di Ayoze abbiamo anche notato un portico circondato  da alcuni alberi fioriti e,  poco lontani i Lama pascolavano tranquillamente  accanto ad un gruppo di bambini che giocavano con corde e  palline variopinte.   Ayaviri  è un paese caratterizzato da una grande cattedrale che abbiamo visitato velocemente perché la stessa sera avevamo un incontro con Fede,  un  italiano che si trovava, e si trova tutt'ora, in Perù per  dare una mano ad un'Associazione umanitaria internazionale che fa riferimento ad un progetto di riqualificazione di alcune aree agricole peruviane. Abbiamo quindi trascorso la serata con lui  ed altri suoi compagni - in tutto eravamo 18 persone - che venivano da Milano, Cesena, Pisa.  

Di ritorno da Ayaviri, fino a  Puno  (questa volta utilizzando la Gip sulla quale abbiamo messo a riposo le nostre biciclette!) in albergo abbiamo fatto i bagagli  per  ritornare a  La Paz - percorso sempre in Gip!   Nella capitale boliviana  Io, Rebecca ed il mio collega Thomas, Gianni e Roberta, la mattina seguente abbiamo salutato la capitale boliviana  e ci siamo recati all'aeroporto ...fine della vacanza!  invece   Ignazio si è fermato a  La Paz  per  sostare,  ancora   un paio di settimane, a casa dei suoi parenti che non vedeva da diversi anni.

Tutto sommato è stato un viaggio estremamente piacevole e interessante, la Bolivia (definita anche Alto Perù)  non è soltanto una terra montana  ma nasconde ricchezze di grande valore artistico oltre che archeologico da scoprire con cura.  Il Titicaca è un immenso mare. La compagnia inoltre era graditissima e ben predisposta all'avventura.  Ringrazio,  soprattutto  Ignazio  che ci ha fatto da guida mettendoci a disposizione le biciclette ed anche la  Gip di supporto che lui pazientemente   ha guidato per sostenere le  nostre fatiche avventurose e ciclistiche!

Esistono comunque tra la Bolivia ed il Perù ottimi collegamenti anche con i taxi che costano relativamente poco. Chi volesse  intraprendere un viaggio in Bolivia, con l'uso di biciclette consiglio vivamente di tenere  in seria considerazione l'altitudine.  Le strade sono spesso sterrate e presentano dislivelli notevoli. 

Consiglio una buona preparazione fisica anche per un percorso relativamente breve, come il nostro  di circa  100 km.   Occorre anche fare  attenzione  alla  temperatura  che passa  dai meno 5  ai più 25 gradi C.  Consiglio inoltre di affrontare il viaggio d'inverno che equivale  all'estate in Europa.

 

Simona Strada

(31 agosto 2015)

(vedi anche: http://stradasimona.blogspot.it/ )


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