venerdì 17 novembre 2017   ::  
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Fabio  Strinati  -    poesie scelte:


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 (Fabio Strinati i-archivio per aminamundi) 

 

Un percorso artistico,  quello di Fabio  Strinati, la cui parola  "poetica" si avvicina arditamente  ai  misteriosi   ritmi  dai toni complessi,  per il  particolare ascolto musicale  di Giacinto Scelsi, le cui note, grazie all'abilità  e  complicità  del  pianista e musicista  Ottaviucci, s'addentrano meravigliosamente anche nell'anima eclettica-e-sonora    di   Cage.   L'ascolto  di questi artisti,  francamente impopolari,   apre la visione  alle poesie di  Fabio Strinati.  Qui di seguito riportiamo, sul nostro portale,  alcune sue composizioni letterarie che confermano, a mio dire, la qualità di questo  artista contemporaneo, nato nelle Marche, la cui  cifra espressiva della sua ricerca interiore, concede  al lettore una  musicalità  particolarmente - essenziale -  per  l'ascolto della sua parola la cui  "memoria"  nella "solitudine"  rinvia,   alla  nera, "macchia" della nostra anima sbiadita. (sulla quale, occorre porre- qualche riflessione) m.b  - 06/2017 -  www.aminamundi.it

 


  

 

MEMORIA

 

 

Memoria che mi trattieni il fiato, respiri col mio

cuore di gomitolo sfilacciato

che nel vociaio scuro,

scivoli piano nel tuo interno solo e remoto.

 

Sperduta in attimi di ricordi segreti, e come persa,

svanisci nei minuti quando la matura vita

è decana alla penombra;

 

umana è l’anima che ci turba con le pene

e l’infelicità corsara, 

come immortale è l’ombra.

 

 

 

 

SOLITUDINE

 

 

Solitudine meschina, diluita col tempo che tu passi

 

ad intrecciar gli sguardi nei vuoti occhi del domani,

 

che sondi fondali soli, e come ti muovi

 

nei torbidi momenti

 

dove il sole piano si sparpaglia,

 

dove l’ombra della notte sempre m’accompagna.

 

Quando l’alba sale nel suo scivolo e curva,

 

quando puntuale scende la smania

 

che come l’edera sui muri delle vecchie case,

 

penetra e circonda, quel poco chiaro

 

che agli occhi nostri vale una dottrina di fortuna:

 

è la solitudine che getta l’occhio nella sofferenza

 

dentro dissennati fievoli ricordi,

 

di giorni opachi, appannati giorni di pioggia.

 

 

Q U I

 Voglio declamare una preghiera ma non per paura;

 le luci sono affievolite e le coronarie

suonano ad intermittenza,

come una slavina il mio cuore imbambolato

come quegli amori spenti presto e chissà,

 quanto la mia vita dura!

 

 

madri cattive di segantini.jpg

 

 LE ANIME AGRESTI

Le anime agresti che scolpiscono

il loro nome sulla terra,

umili vite alla luce chiara del sole

e smarrite.

Uomini che sotto un’alba nata presto

s’annidano sui rami ammucchiati;

geniali venti trasportano

consigli, i vecchi detti

campestri nati dai sentieri tracciati,

dai suoni d’un tempo, mai persi

per scolorimento.

Le anime che come radici piantano

il loro seme nella terra,

o dietro un albero, l’alta montagna

che copre la sua ombra

che vagante, gli sfugge giornaliera.



 

MORTE

La mela su quell’albero è inquilina

del suo cordone ombelicale

muto e scende, s’aggrappa

al vuoto che la circonda e pende,

l’animaletto su quell’albero morente.

Fiori svaporati, mostrati al sole

per un pugno di colori

sbucati nel vento

come racconti di germogli:

la pioggia che mai è sorda,

che cade come sulla tomba

l’ultima foglia sul rametto spazientito,

e mai per la vergogna.




VITA

La formica accanto al sassolino si nasconde,

pare che strisci con la briciola

di pane sciolta col filo fino

di una polvere che aspetta il vento,

che s’alza d’improvviso e fischia,

tra alberi di querce

e un soffio di silenzio.

Strade bianche, prati verdi

sotto un cielo azzurro disperdente:

alla campagna il tempo su se stesso

si annusa e si riannoda,

come il frutto maturo cade sulla zolla,

una vocale muta è nulla, goccia dispersa

che sulla terra di cultura s’è affogata,

il seme nella culla.


 

 

HO SPENTO L’AMORE

Ho spento l’amore sulla porta della bocca,

baci chiusi da un’idea di buio, lingua

asciutta spenta s’increspa, in un rodeo

dentro questa notte sola,

in ogni stanza con la cenere

sui muri incerti.

L’anima mi è crepata per sentimenti

in brandelli di fumo lasciati salire

al cielo colorato dalla ruggine,

cuore di pietra su rotaie secche

come vene di montagna,

cuore scontroso che sei stato innominato,

e dall’amore fuggi, e fugge l’amore

prima di scolorirsi invano.




 

IL RAGNO

 All’angolo un ragno piccolo è la forma della tela

che ingromma e scende, come tale

alla penombra,

 che muore e mai però si scade!

 Eccolo quel ragno fino

che scimmiotta, non corre e non cade,

 e mai che si deforma

al foro quel puntino,

 le chiazze rade.

 

 1Veronica_Veronese.jpg

 

SPERANZA

Ho il cuore che batte forte sulla gola come

col bastone si batte sulla legna;

ho l’ansia che si rivolge a me, astuta, che mi muove

come un fuscello al vento di maggio

come sugli alberi lasciati soli ad invecchiar nel tempo,

 mentre la mia anima è dispersa dove?

 Nulla è più vasto dell’infinito che varia, che sfuma,

che si disorienta, che mai muore,

 che come il dissolversi di una luce chiara

tra le silenti e scurite ore,

 ombre come del suo ago la cruna.





OLTRE

Occhi che piangono nel mio pensiero di lago umido,

occhi che nel vuoto guardano.

 Io, appartenuto al mondo come specie vagabonda,

e un poco viandante...

 ho pianto l’anima mia nel suo grido di boato.

 Ho messo nelle mani del pozzo la mia vista

colorata di nero,

ho ascoltato le fitte nel cervello e i cullamenti

dentro un sentimento che ora, sempre m’accompagna,

 ho assaporato il mio io...

 e la vita illeggibile che i miei occhi non vedono.





ORME

Mi osservo dal forellino...

su quell’albero di noce, brancola nel buio

quel tutto che mi segue.....dappertutto

 e scava, scava la pala dal di dentro,

e le febbrili ore!

 

 

 

LA MACCHIA

 

 

Come si dissolvono le nostre polveri nell’incertezza

 

della vita, o della morte che penetra che arriva

 

e alimenta altra morte, che impregna

 

la nostra vita che finalmente, al tocco della falce si svela.

 

Il tempo è in movimento e lontano;

 

e la solitudine serpeggia senza catene di ferro

 

durante i nostri momenti vuoti,

 

e quando un po’d’ombra arriva a noi come

 

una macchia di petrolio su questa lavagna di vita,

 

il nostro vivere diventa fievole,

 

la nostra anima sbiadita.

 

 


 

A VOLTE

L’esistenza si mescola alla vita

che sembra un racemo di vigna

 

 


 TESI-ALBUM E PENNA.jpg

 

 

Bio/bibliografia - Fabio Strinati

 

Fabio Strinati ( poeta, scrittore, aforista, pianista e compositore ) nasce a San Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata nelle Marche.

Molto importante per la sua formazione artistica, l'incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci.

Fabrizio Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua attività di interprete della musica contemporanea, per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri ancora.

Fabio Stirati è attivo nelle  edizioni di  "Itinerari D'Ascolto" - manifestazione di musica contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci -  in qualità di  interprete e compositore,  prende parte a numerosi festival e manifestazioni musicali nazionali ed europei,  tra i quali  non va dimenticata, la sua partecipazione come artista musicale, alla mostra di arte visiva “ movimento suoni idee “al Caffè Concerto di Modena,  con Amos Amaranti e gli Arcadia Meccanica all’11° Giornata del Contemporaneo svoltasi ad ottobre 2015.

Nell'anno 2014 - l'artista Fabio Strinati  si dedica  alla  scrittura e nell'ottobre del 2014 pubblica il suo primo libro di poesie dal titolo Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo, a cura della   Casa Editrice ed Associazione Culturale Il Foglio Letterario la cui direzione spetta allo scrittore e critico  Gordiano Lupi. Questa prima pubblicazione è stata anche  interpretata, dall’attrice Maria Rosaria Omaggio, in uno spettacolo  d'arte e musica che si è svolto a Roma,  al Teatro Lo Spazio, nell’agosto del 2015.

Nel novembre del 2015 esce il suo secondo libro, pubblicato, sempre dalla  Casa Editrice ed Associazione Culturale Il Foglio Letterario. Questa seconda raccolta poetica,  dal titolo Un’allodola ai bordi del pozzo si è confermata in molti premi  nazionali ed internazionali, si ricorda ad esempio  il   Premio Nazionale Scriviamo Insieme e la classificazione di "finalista"  al Premio Artistico Internazionale Michelangelo Buonarroti.

Un anno dopo, nel novembre  2016, Fabio Strinati  pubblica il  suo terzo libro:  Dal proprio nido alla vita la cui forma letteraria  non è propriamente quella di una  silloge, come per le precedenti pubblicazioni, ma un poemetto ispirato al romanzo di Giordano Lupi  “Miracolo a Piombino”   presentato   al Premio Strega.

Nel 2017 sempre con Il Foglio Letterario esce la IV  silloge:  Al di sopra di un uomo e la V silloge dal titolo:  Periodo di transizione. Quest'ultimo libro, in particolare,  è stato tradotto in lingua rumena da Daniel Dragomirescu con la  prefazione di Michela Zanarella.

Per quanto riguarda le riviste e antologie letterarie anche online  - in sintesi -  si ricordano le principali nelle quali sono pubblicate  le opere poetiche di Fabio Strinati: Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione. Il giornale indipendente della letteratura e della cultura nazionale ed internazionale Contemporary Literary Horizon. La rivista di scrittura d’arte Pioggia Obliqua.  La rivista “La Presenza Di Èrato”. La revista Philos de  Literatura da Unia Latina, Aminamundi.

Qui di seguito si citano i riconoscimenti, più rappresentativi che sono stati attribuiti all'artista Fabio Strinati

1° classificato al 23° Concorso artistico Internazionale Caro Amico Rom. Prestigioso concorso organizzato da Santino Spinelli ( Musicista, compositore e insegnante italiano ) 

Premio Gruppo Euromobil Undier 30 per la poesia, manifestazione poetica FluSSiDiverSi. In questa particolare occasione -   l'autore Fabio Strinati,  ha preso contatto  con affermati  poeti  italiani e  stranieri, tra i quali si ricorda:   Flavio Ermini, Fabio Franzin, Rosana Crispim Da Costa, Paul Polansky, ma è  sopratutto grazie alla collaborazione artistica con la   poetessa e traduttrice straniera,   Ljerka Car Matutinovic,  con la quale, Fabio Strinati  inizierà un percorso di traduzione, in lingua croata, di alcune sue composizioni poetiche tratte dalla  prima silloge:   Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo.

Altri premi o  partecipazioni:  1° classificato al Premio Nazionale Sorella Africa.

Vince il Poetry Slam di Poeti di Periferie ad Ischitelle Nel Gargano, manifestazione poetica e culturale fondata ed organizzata da Vincenzo Luciani e Manuel Choen.

Ottobre  2015: partecipa  alla mostra di arte visiva “ movimento suoni idee “ in qualità di artista musicale al Caffè Concerto di Modena con Amos Amaranti e gli Arcadia Meccanica all’11° Giornata del Contemporaneo.

 

 

 


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