ragnaia; bosco, siena, cheppard; il bosco della ragnaia
venerdì 17 novembre 2017   ::  
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video - miryart 2014 - San Giovanni d'Asso  (Siena)

 

IL BOSCO DELLA RAGNAIA   tra natura e filosofia  

SE NON QUI DOVE?

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Vicino a Siena nel piccolo borgo di  San Giovanni d'Asso, immerso nelle suggestive trame delle terre senesi, c'e' un bosco d'artista immerso in un oasi di verde.

L'atmosfera   naturalistica  del bosco si fonde alle numerose opere d'arte costruite dallo scultore  americano  Sheppard Craige. Egli ha trasformato, la  vecchia area di caccia, in provincia di Siena,  in una zona   ricca di essenze boschive. Un lavoro che va avanti da anni e non si può definire tutt'oggi  concluso. Il  visitatore del parco,  non può che rimanere stupefatto di fronte alle numerose zone verdi, ognuna delle quali rimanda a qualche significato da scoprire e da meditare con cura ...nel rispetto della natura e dei lunghi percorsi che si  alternano alle grandi statue ed ai panorami tipicamente toscani.

All'ingresso del paco si legge il motto: "se non qui dove?".  Il  significato è molto semplice ed è alla base di tutto il grande bosco. . Se non qui dove? Richiama  infatti  gli antichi saggi e le driadi  che un tempo antico abitavano i boschi e vivevano con essi in assoluta armonia.  

Il bosco si divide in alcuni percorsi:

PERCORSO DELL'INDETERMINATEZZA:  percorso  che si sviluppa in un  bosco di querce voluto dall'artista Sheppard Craige. Un  cammino  sapientemente coniugato  con  l'arido terreno della creta senese e  lo stile rinascimentale dei giardini fioriti. Il bosco ed il giardino che lo circonda si presenta infatti come lo stile di castelli rinascimentali, circondato da siepi, essenze di ogni tipo e molte statue e fontane. Un cammino piacevole adatto anche ai bambini, un percorso che fa anche capire quanto la nostra vita sia parte della natura.  Il bosco  dell'indeterminatezza è anche un luogo di meditazione, soprattutto a contatto con le statue che si nascondono nella ricca vegetazione rappresentano sempre  la parte umana che si concilia con la pacifica atmosfera naturalistica. 

Attenzione alla porta trionfale!  Non va scambiata, la porta trionfale, con l'ingresso riservato a qualche personaggio eletto.  No, in questo specifico caso  - nel bosco - l'entrata trionfale rappresenta un piccolo angolo in cui è possibile pensare a qualcosa che ci ha aiutato a trarre qualche soddisfazione magari grazie anche ad un piccolo gesto. 

Poco più in là, si trova la COLLINA DEI PALI DIPINTI, e sulla cima della collina una serie di iscrizioni rimandano al tema del tempo.    Proseguendo, incontriamo il CERCHIO DI FORMA OVALE, con al centro un leccio. Attraversandolo, assistiamo ad una metamorfosi: il Cerchio diventa Ovale. Appena oltre si arriva al TRONO DEL BOSCO, dove un tempo sedevano i Saggi, con accanto le divinità protettrici  del bosco: Pan, il selvaggio dio greco con le zampe di caprone,  Vertumno, il dio etrusco del mutare delle stagioni. (molto belle sono le statue che si  vedono, tra i cespugli e  le grandi querce). 

Appena  giù dalle scale, si arriva al MONUMENTO DEL MOMENTO PRESENTE. Il presente partecipa  al passato. Senza essere nessuno dei due; si può capire che è così anche dal  monumento che  sottolinea il fatto di esser lì in quel momento, e non da nessun'altra parte. Sul monumento si legge "ovunque": forse vuol dire che ogni momento è lo stesso ovunque, o forse no, dato che per Einstein non esiste un tempo unico, assoluto e universale.

Dopo aver sceso la scalinata si passa accanto alla magnifica  FONTANA DEL BUON SENSO: l'acqua, che per le mitologie e le religioni di ogni tempo è dispensatrice di saggezza, di guarigione e di vita, qui offre semplicemente del buon senso che anticipa anche altre novità.

Arrivati alla fine della scalinata, c'é lo STAGNO ROTONDO, con al centro una pietra sulla quale è scritto "aequus animus", ovvero "equanimità": la pietra è sul pelo dell'acqua, né sopra né sotto.

Poco oltre si erge l'ALTARE DELLO SCETTICISMO.  L'altare è dedicato al filosofo scettico Michel de Montaigne,  famoso per il suo motto "chi sono io?",  non a caso l'altare si trova su un letto di violette, il fiore della reticenza.

Proseguendo oltre il cancello, la LUNGA STRADA PER IL PROFONDO NORD, rappresenta  un esempio di prospettiva che appare più lunga di quanto è in realtà.   Il sentiero conduce al CENTRO DELL'UNIVERSO, un cerchio di sabbia sorvegliato da quattro colonne, su ognuna delle quali c'è un'iscrizione che si può trovare solo al centro dell'universo: qualcuno sorride all'idea che questo sia veramente il centro dell'universo, ma non dimentichiamo il motto del parco: se non qui, dove?

Proseguendo il sentiero alla fine si arriva  all'ORACOLO DI TE STESSO. Una  lapide di pietra, rappresenta  l'incontro che si ha con se stessi. Una pausa serve forse a fare qualche domanda. Una visione suggestiva della natura che diventa parte essenziale del proprio pensiero. 

Nella parte più alta. del giardino all'italiana, c'é la magnifica  FONTANA QUADRATA DELLE RANE, che non è proprio un quadrato perché ai lati ci sono delle colonne verdi nelle quali si aprono delle fessure con delle piccole scene. Accanto, una rampa di scale porta al RIFUGIO:  un grande leccio vi appare  circondato da un ovale di allori, con una panchina dalla quale si ha una visione panoramica del giardino. Qui ci si può domandare da chi ci stiamo rifugiando. Ognuno di noi cerca un rifugio? Si, ognuno di noi cerca un angolo di pace, un rifugio degli affanni, un rifugio che ci protegga ....anche da noi stessi!

Alla fine del percorso si arriva infine alla PANCHINA DEL TRAVERTINO, con una iscrizione: "quella che osserviamo non è la natura in quanto tale, ma la natura esposta secondo il nostro metodo investigativo". E' un'affermazione del fisico Werner Heisenberg, famoso per il suo principio d' indeterminazione:  noi troviamo delle risposte alle nostre domande sulla natura delle cose  ma le domande sono legate ai nostri metodi, che però possono cambiare e non sono assolutamente perfetti. Certamente  Quindi, quando otteniamo una risposta, non abbiamo catturato la verità, ma abbiamo solo esercitato un metodo per sondare l'ignoto.

 Accanto  alla panchina c'è il LIBRO SINGOLARE, un libro aperto in cima ad un piedistallo, che parla di alberi e cieli, di luce e ombra. Tutti conosciamo tanti libri, soprattutto quelli che si studiano a scuola, che dicono molte cose ed al contempo non dicono nulla. Quersto libro è diverso. Descrive ogni cosa e non spiega nulla - semplicemente aiuta la concentrazione a non perdere di vista la natura. 

Si presenta così davanti ai nostri occhi il  GRANDE GONG, che possiamo liberamente suonare: basta far oscillare i due tubi ed il suono produce ha un effetto riposante, distensivo - qualcuno dice addirittura  terapeutico. Il gong è stato realizzato dal "Centro Fonologico di San Giovanni d'Asso", ovvero la bottega del fabbro.

Poco più in là, il  GIARDINO DEL GIORNO E DELLA NOTTE: due strette fontane con al centro l'albero più grande e più vecchio del bosco, circondato da siepi di Corniolo. Sulla pietre c'è scritto "Giorno" e "Notte", ma è il crepuscolo che il giardino offre per quel tocco di  perfezione. Come dice Jung, la luce della Ragione ci impedisce di vedere la parte oscura della nostra personalità, ed è solo il crepuscolo che ci permette di vedere tutto, anche se non chiaramente.

Imboccando il viale di allori, si passa tra i PILASTRI DELLA RETORICA. Un pilastro è l'Affermazione, l'altro è l'Ambiguità. Uno dice: le cose stanno così. L'altro replica: forse no. Infatti la natura non sa niente di  quello che diventa un pensiero retorico - anzi troppa retorica non concilia con l'armonia della natura.

Infine ecco il GIARDINO SEGRETO, proprio di fronte  alla statua del  dito puntato;  da li in poi   si vede l'asse centrale del bosco, fino al Rifugio. Nel giorno più corto dell'anno, al solstizio d'inverno, tramonta proprio , e si illumina di un raggio di luce.

Un percorso tra natura e spirito che diverte anche i bambini.

 

luglio 2014-aminamundi

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