giovedì 13 dicembre 2018   ::  
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COSI’ HO VISSUTO, IL SECOLO DI  BORIS PAHOR


                                                                                              

Per la collana Overlook di Bompiani “Così ho vissuto. Il secolo di Boris Pahor” - per la collana Overlook di Bompiani a cura di Tatjana Rojc. Il Novecento è il secolo di Boris Pahor: il maggiore scrittore sloveno di cittadinanza italiana, nato 100 anni fa a Trieste, ne ha vissuto gli orrori e le conquiste, facendosene testimone per eccellenza.

Il racconto della sua esperienza esistenziale è, dunque, un racconto etico e vivo, denso di avvenimenti e aneddoti che seguono un tracciato cronologico ma mai banale o scontato. La sua biografia si sviluppa attraverso questo racconto, fatto da Pahor in prima persona, e contestualizzato dalla curatrice. Non si tratta solo di una autobiografia ma anche di una storia di Trieste, storia in cui si specchia la storia del novecento europeo. Così, accanto alla storia viva, in presa diretta di Trieste, della comunità slovena e delle altre comunità che arricchivano e in parte arricchiscono, la città; accanto alla cronaca della disgregazione dell’Impero asburgico, della Grande guerra, dello squadrismo e del fascismo, Boris Pahor racconta la sua crisi esistenziale, l’esperienza della guerra in Africa, l’adesione al Fronte di liberazione sloveno e la conseguente deportazione nei lager, il difficile ritorno alla libertà e alla vita. Un libro che si legge come un romanzo. Un libro che rimarrà come testimonianza inaggirabile della storia d’Europa.


In data 27 agosto di quest'anno, a Lubiana si è svolto un incontro d'onore per festeggiare il compleanno di Pahor per i suoi lunghi anni di vita, ben 100 anni! In occasione del suo compleanno, a Lubiana è stato presentato anche il testo della sua monografia ''Tako sem zivel'' (Così ho vissuto), dedicata al secolo di vita dello scrittore (autrice Tatjana Rojc, casa editrice Cankarjeva zalozba). Secondo Pahor l'identità nazionale e la lingua slovena sono di primaria importanza per le generazioni future: “Dopo il periodo jugoslavo, nel quale l'identità veniva considerata di nessuna importanza, bisognerebbe cominciare a ricostruire nella popolazione slovena il sentimento di appartenenza alla propria nazione. L'identità nazionale è dunque un concetto importante che ricorre in ogni opera di questo straordinario autore che ha saputo descrivere e testimoniare moltissime esperienze di vita ed il suo difficile ritorno alla libertà dopo un periodi di internamento nei lager nazisti.

Tatiana Rojc



Boris Pahor: Autore di una trentina di libri, scritti in sloveno e tradotti in dieci lingue, tra cui - oltre al capolavoro Necropoli , edizioni Fazi - in cui ha dato voce alla deportazione nei lager nazisti - 'Il rogo nel porto', 'Una primavera difficile', 'La villa sul lago' e 'Figlio di nessuno', Pahor ha più volte mostrato il suo sguardo sul secolo scorso e lasciato spazio alle memorie della sua lunga vita. Nel 1951 si è sposato con Radoslava Premrl, morta nel 2009. Laureato all'Università di Padova ha insegnato lettere italiane e slovene nella città giuliana. Nel 1992 ha ricevuto il Premio Preseren, il massimo riconoscimento sloveno, per la sua attività letteraria e già nominato in Francia Officier de l'Ordre des Arts e des Lettres dal ministero della Cultura, nel 2007 lo scrittore ha ricevuto la Legion d'Onore da parte del presidente della Repubblica francese. Tra i premi italiani, l'Internazionale Viareggio Versilia e il Napoli.

Miriam Binda


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