martedì 24 ottobre 2017   ::  
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GIUSEPPE UNGARETTI - IN APPUNTO


Parco_Ungaretti_scorcio.jpg 

Parco Ungaretti

 

Giuseppe Ungaretti

 

Nato ad Alessandria d’Egitto e vissuto per molto tempo in Francia, Ungaretti tornò in Italia nel 1914 e, all’inizio della guerra del 1915-18, convinto interventista, partì come soldato semplice di fanteria per il fronte del Carso.

Ma, la vita di trincea si presentò totalmente diversa rispetto alle aspettative ed anche da quanto idoleggiato dalla retorica dannunziana o dalla propaganda futurista. Tuttavia, la guerra fu, più che un’esperienza, una scoperta di fondo o, meglio, condusse Ungaretti ad acquisire maggiore consapevolezza della propria vocazione e “missione” di scrittore, nonché un’autocoscienza critica e un mutato atteggiamento rispetto al poetare.

 

 

Sono una creatura

Valloncello di Cima Quattro il 5 agosto 1916

 

Come questa pietra

del S. Michele

così fredda

così dura

così prosciugata

così refrattaria

così totalmente

disaminata

Come questa pietra

è il mio pianto

che non si vede

La morte

si sconta

vivendo

(tratto da:   L'Allegria di naufragi )

 

 

Nel 1917 esce la sua prima raccolta poetica, "Il porto sepolto", con una limitatissima tiratura; segue, nel 1919, "Allegria di naufragi". Dopo aver lavorato quale corrispondente da Parigi del "Popolo d'Italia", nel 1933 pubblica "Sentimento del tempo", forse l'opera sua più conosciuta.
Nel 1936 si stabilisce in Brasile, rivestendo per alcuni anni il ruolo di docente universitario, e nel 1939, a nove anni di età, gli muore il figlio Antonietto: da questa dolorosa esperienza, nasceranno le liriche de "Il dolore" (1947).
Nel ‘42 è nuovamente in Italia, ove ottiene la cattedra di letteratura moderna e contemporanea all'Università di Roma. In seguito, egli licenzia le raccolte de "La terra promessa" (1950), "Un grido e paesaggi" (1952), "Il taccuino del vecchio" (1960); nel ‘61, appare il volume di prose "Il deserto e dopo". Successivamente alla sua scomparsa, avvenuta a Milano nel 1970, viene data alle stampe la raccolta postuma "Saggi e interventi" (1974).

 

 

Nella nota Enciclopedia Treccani si descrive la poetica di Giuseppe  Ungaretti:

Ungaretti fu poeta dalla doppia anima: quella rivoluzionaria e quella classicistica.

La prima, legata agli esordi e allʼincontro negli anni ʻ10 con le avanguardie, produsse le raccolte Il porto sepolto (1916) e Lʼallegria di naufragi (1919).

Della seconda invece, legata alla crisi delle avanguardie e al successivo ritorno allʼordine dopo il 1920, saranno conseguenza il Sentimento del tempo (1933) e le ultime raccolte: Il dolore (1947), La terra promessa (1950), Un grido e paesaggi (1952) e Il taccuino del vecchio (1960).

Il culto per la parola, la fiducia nel potere della poesia di rivelare la verità e aprire le porte dellʼassoluto rendono possibile nella scrittura di Ungaretti la coesistenza della ricerca di armonia e equilibrio con il quotidiano, e lʼopposta tensione alla fuga, alla trasgressione dei limiti imposti dal tempo.

per ulteriori informazioni sulla vita e le opere di G.Ungaretti si consiglia di visitare il sito:

http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-ungaretti/

 

Da "Il dolore"

 

Italia:  è aperto  Parco Ungaretti - Via Castelnuovo 2 (Sagrado in Provincia di  Gorizia)

A Castelnuovo del Carso, in Provincia di Gorizia, sui terreni dell’azienda agricola Castelvecchio, nasce il Parco Ungaretti - Ideato da Gianfranco Trombetta  all'ingresso del Parco è  presente anche una scultura, dedicata al poeta, realizzata dall'artista   Paolo Annibali. Il parco fa riferimento al parco de' il Porto Sepolto di G.Ungaretti.

 

 

 

 

 

 

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