martedì 24 ottobre 2017   ::  
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OSCAR WILDE

ed il ritratto di Dorian Gray

chi è Dorian?

 

 

Oscar Wilde è  nato a Dublino nel 1854. Poeta, romanziere commediografo è senz’altro il più importante scrittore dell’epoca vittoriana. Nel 1895, al culmine della sua fama. fu condannato per omosessualità a due anni di carcere duro. Morì il 30 novembre 1900 di meningite in una squallida stanza d’albergo. Prima di morire si convertì alla religione cattolica a tale riguardo scrisse Joyce in un articolo pubblicato sul quotidiano Il Piccolo della Sera di Trieste in data 24 marzo 1909:

………………

Dopo aver schernito gli idoli del foro, piegò il ginocchio, essendo compassionevole e triste, fu un giorno cantore della divinità della gioia; e chiuse il capitolo della ribellione del suo spirito con un atto di dedizione spirituale.

………………….

Innocente o colpevole che fosse delle accuse mossegli, era indubbiamente un capro espiatorio.

La sua maggior colpa era quella di aver provocato uno scandalo in Inghilterra; ed è ben noto che l’autorità inglese fece il possibile per indurlo a fuggire prima di spiccare contro di lui un mandato di cattura.

…………………..

Si illuse credendosi il portatore della buona novella di un neopaganesimo alle genti travagliate. Mise tutte le sue qualità caratteristiche, le qualità della sua razza, l’arguzia, l’impulso generoso,  l’intelletto asessuale al servizio di una teoria del bello che doveva, secondo lui, riportare l’evo d’oro e la gioia della gioventù del mondo. ma in fondo, in fondo, se qualche verità si stacca dalle sue interpretazioni soggettive di Aristotele, dal suo pensiero irrequieto che procede per sofismi e non per sillogismi, dalle sue assimilazioni di altre nature, aliene dalla sua, come quelle del delinquente  e dell’umile, è questa verità inerente nell’anima del cattolicesimo; che l’uomo non può arrivare al cuor divino se non attraverso quel senso di separazione e di perdita che si chiama peccato.

Nell’ultimo suo libro De Profundis, si inchina davanti ad un Cristo gnostico, risorto dalle pagine apocrife della Casa dei melograni (*) ed allora la sua vera anima, tremula, timide e rattristata, traluce attraverso il manto di Eliogabalo. La sua leggenda fantastica, l’opera sua, una variazione polifonica sui rapporti fra l’arte e la natura anziché una rivelazione  della sua psiche, i libri dorati, scintillanti di quelle frasi epigrammatiche che lo resero, agli occhi di alcuno, il più arguto parlatore del secolo scorso, sono oramai un bottino diviso. Un versetto del libro di Giobbe è inciso sulla sua pietra sepolcrale nel povero cimitero di Bagneux.  Loda la sua facondia, eloquium suum, il gran manto leggendario che è ormai un bottino diviso. Il futuro potrà forse scolpire la un altro verso, meno altiero, più pietoso:  partiti sunt sibi vestimenta mea et super vestem meam miserunt sortes.

(James Joyce)

(*) Una casa di melograni  (fiaba di Oscar Wilde pubblicata nel 1891

.

Le principali opere di O.Wilde:

Poesie  /1881 – Le commedie:  Vera e i nichilisti /1880  -  La Duchessa di Padova/ rappresentata a New York nel 1891 senza alcun successo – scrisse nel 1891 i fortunati racconti  riuniti in un unico titolo: Il delitto di Lord Arthur Savile e altri racconti ed alcune fiabe:  Il principe felice ed altri racconti/1891 –  Una casa di melograni/1891 Sempre nel 1891 Wilde pubblicò il suo romanzo più famoso  Il ritratto di Dorian Gray   oggetto  di critiche puritane che portarono l’autore sulla via dello scandalo con il conseguente imprigionamento in un  carcere  con l’accusa di oscenità e omosessualità che a quell’epoca era una grave colpa.

Prima del carcere Wilde conobbe il successo con le commedie: Il ventaglio di Lady  Windermere/1893 – Una donna senza importanza/1894 – Un marito ideale/1895  opere con  le quali  Wilde  troverà popolarità e familiarità con Sardou e Dumas figlio.

Un’altra importante commedia Salomè (commedia scritta in francese e proibita  dalla censura britannica)  fu rappresentata  per la prima volta, a Parigi nel 1896.   Nel 1895 Wilde  pubblicò il suo romanzo ritenuti da molti critici il suo capolavoro dal titolo: L’importanza di chiamarsi Ernesto

Meno noti ma interessanti per  comprendere lo spirito estetico di Oscar Wilde alcuni suoi saggi raccolti in un volume intitolato: Intentions (Intenzioni) pubblicato  nel 1891  tra i saggi contenuti nel volume:  La decadenza del mentire – L’anima dell’uomo sotto il socialismo (si rifaceva a Ruskin e W.Morris  si ricorda  che  Ruskin fu professore di Oscar Wilde all’Università di  Oxford)  Il critico come artistica.   I  saggi di O.Wilde  pubblicati nel 1991 in Inghilterra  resero popolare lo spirito decadente ed il simbolismo  estetizzante  di Wilde  che si rifaceva  all’autore francese Huysmans.

De Profundis è l’ultimo racconto-lettera di Wilde dedicato all’amico Lord Alfred Douglas ritenuto dall’artista, l’artefice della sua rovina.  La lettera De Profundis con spunti anche mistici fu pubblicata  integralmente nel 1959,    circa cinquant’anni dopo la  sua composizione.

La Ballata del carcere di Reading Gaol rappresenta  infine, l’opera di Wilde scritta in versi e con spunti popolareschi,  uscì inizialmente  anonima.

Fra gli studi critici esistono numerose monografie (spesso dissertazioni) accademiche; molti saggi si trovano  riuniti a cura di Richard Ellmann in  - Oscar Wilde; A Collection of Critical essays Englewood Cliffs – N:J.,1969 -  con giudizi  critici  di: Yeats, Gide, Pater, Joyce, Shaw, Borges, ecc.

Interessante anche il saggio di A.Lombardo  - la Poesia inglese dall’estetismo al simbolismo – Roma 1955.

Tra le traduzioni italiane  si ricordano le più datate:

Doriano Gray dipinto a cura di B. Chiaria – Palermo – Il ritratto di Doriano Gray Remo Sandron 1911 /Aforismi di Sebastiano Melimoth a cura di B. Chiaria – Lanciano/1913 – Intenzioni/Milano 1938 –

 

 

 

The artist is  the creator of beautiful things.

To reveal art and conceal the artist is art’s aim.

Those who find ugly meanings in beautiful things are corrupt without being charming. This is a fault.

Those who find beautiful meanings in beautiful things are the cultivated. For these there Is hope.

The nineteenth century  dislike of Romanticism is the rage of Caliban not seeing his own face in a glass

Thought and language are to the artist instruments of an art.

Vice e virtue are to the artist materials for an art.

 

(Oscar Wilde)

 

L’artista è il creatore di cose belle.

Rivelare l’arte e celare l’artista è la meta dell’arte.

Coloro che trovano nelle cose belle significati brutti sono corrotti senza essere attraenti. Questo è una colpa.

Coloro che trovano nelle cose belle significati belli sono colti. Per loro c’e’ speranza.

L’antipatia del XIX secolo verso il Romanticismo è la rabbia di Calibano (*) che non vede nello specchio il proprio volto.

Pensiero e linguaggio sono  per l’artista  strumenti di un arte.

Vizio e virtù sono per l’artista materiale di un’arte.

 

 

(*) Caliban è un personaggio shakespeariano  presente nell’opera teatrale in cinque atti,  La  Tempesta.

segue una

Prospero (a Caliban) E ha un animo deforme proprio come il suo aspetto. Vai mascalzone, và nella mia grotta. E porta anche i tuoi soci, sistemali per bene. Se ti preme di avere il mio perdono.

Caliban  (a Prospero) Si, lo faccio; da adesso sarò saggio. Così da riottenere il tuo favore. Che triplice somaro sono stato: Prendere per un dio questo ubriacone. E venerare quel pezzo di scemo

(La Tempesta – atto V sc,1)

 

Sara Fabbriano,  Miriam BInda,  Davide Maschieri -  settembre 2010


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Altri approfondimenti aminAMundi

 

il critico come artista - di Oscar Wilde  breve dissertazione di A.Cavazza


 

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