mercoledì 23 maggio 2018   ::  
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Dopo l'infinito cosa c'e', papa?

Fare il padre navigando a vista - (Mondadori, 2013)

autore:  Stefano Zecchi

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                                                              note:  Miriam Binda (luglio 2013)


Questo libro, Dopo l'infinito cosa c'e', papa?  non vuole fornire la chiave  per  capire  e risolvere tutti gli   infiniti problemi che esistono  nella relazione  tra  genitori e figli ma analizza,  con parole semplici,  il rapporto familiare  che prende  spunto anche  da una sua  personale esperienza di genitore.   Non  dimentichiamoci infatti che  egli  è padre di famiglia,  prima ancora di essere professore e  scrittore rinomato.    Per Stefano  Zecchi, oggi   il   "papà"  in molte situazioni familiari,  è ridotto ad un ruolo quasi marginale -  considerato un sostituto materno.  Anche le madri talvolta offrono, ai propri figli, questa visione del padre  incapace di mantenere  un proprio ruolo all'interno del  nucleo familiare;  più  dominato dalla figura femminile  e dai nonni che, in molte circostanze, si  prendono cura dei nipoti in assenza dei veri genitori.

Oggi come oggi,   si nota soprattutto la carenza della così detta  "legge del padre"  considerata basilare soprattutto per l'educazione dei figli.  La  mancanza contemporanea,   della legge paterna,  spezza  la continuità con il passato quando  il "padre" svolgeva il ruolo  dell' autorità ed era in grado di garantire, in famiglia, un ordine  morale.  Basta prendere, come esempio, le parole di Dante per capire che  il ruolo paterno  era sacro:  

"e  però dice e comanda la Legge, che a ciò provvede, che la persona del padre sempre santa e onesta dee apparire al li suoi figli; e così appare che la obbedienza sue  necessaria in questa etade”   (tratte dal -  Convivio, IV, XXIV , 18-20)

 

Senza andare troppo in dietro nel tempo, all'epoca dell'umanesimo rinascimentale  di Dante per intenderci , anche oggi possiamo  verificare che il ruolo del padre  è considerato di primaria importanza  per  l'educazione dei ragazzi,  soprattutto  nelle  scuole (non tutte)  in cui ancora si mantiene  il ruolo del professore   che aiuta i propri studenti  a crescere  ed a formare  il  carattere utile allo studio ed alla vita sociale, frequentata dagli  adulti.   Nonostante  si mantenga questa valutazione  istituzionale  molto rispettosa del ruolo paterno  oggi, più che mai  è evidente che quest'ordine è in crisi. 

Si  potrebbe riassumere: da un lato nuovi padri giocosi, dall’altro l’ombra dell'assenza e  preoccupazione di non riuscire a svolgere il ruolo di padre.  Il desiderio, legittimo, di molti padri di partecipare attivamente alla cura del figlio, sin dai primi giorni di vita, può dar origine (anche spinto dai media che amano enfatizzare il cosiddetto ‘mammo’) all’equivoco  dell’interscambiabilità dei ruoli materno e paterno. Si rischia che il padre viva il suo rapporto con il nuovo nato ‘sotto tutela’ e che la madre si ritrovi a fare da madre di entrambi. Altre volte fa semplicemente ‘il supplente’  addirittura è estromesso dalla vita familiare;  in questo caso ce ne parla anche   Claudio Risé   nel suo libro   Il padre l'assente inaccettabile  (sezione problemi sociali di oggi /Editore San Paolo). Risè analizza soprattutto la  figura  paterna che manca,  nelle famiglie,   a causa di un processo  di  grave indebolimento ed estromissione del ruolo paterno generato soprattutto dalla diffusa   pratica di divorzio che, di fatto,  spacca il nucleo familiare e lo annulla. Naturalmente  non è solo  l'enorme quantità di divorzi o separazioni che si verificano,  ogni anno, in tutto il mondo a mettere in crisi   la legge del padre, esistono  fattori  del tutto inediti che  stanno alla base di un cambiamento  culturale e di mentalità familiare.  Ci  sono molteplici  interrogativi che  diventano argomento di  attualità,   mi viene in mente, ad esempio,    il matrimonio  tra persone di medesimo sesso  che possono adottare anche dei figli.   Come  misurarci  in questi contesti inediti ma reali (paternità di coppie omosessuali)? E come si sentono quei padri che accudiscono i figli non biologici e lasciano invece i loro figli naturali,  avuti magari dai loro precedenti matrimoni,  con altri?

Non più solo "morte della legge del  padre" ma  ‘moltiplicazione di nuovi  padri" con diversi orientamenti  ed esperienze. In   base a  questo cambiamento epocale -  è bello partire -   da una riflessione che  come spiega il Prof. Stefano  Zecchi,  nel suo libro,   riguarda  l'origine ontologica  della famiglia    non derogabile o falsificabile -   in quanto ognuno di noi è   figlio di un padre e di una madre -  siamo venuti al mondo così ed è una verità che onora  l'esistenza della vita.

 

 

Dal libro: Dopo l’infinito cosa c’è, papà? Fare il padre navigando a vista" (Mondadori,)

prefazione:

«Racconto le mie esperienze di giovane padre che ha un po' di anni in più della media dei padri giovani. Descrivo ciò che vedo intorno a me: mamme e papà indaffarati intorno ai loro figli, o indifferenti, assenti. Famiglie che si uniscono con grandi progetti di vita e che si sgretolano per il più infantile egoismo (...) 

Che consiglia ai padri di  oggi?

Non mi permetto di dare consigli, ma di raccontare la mia esperienza. Da tanti anni di insegnamento, è nata la mia riflessione. Vedendo dei ragazzi così fragili e disarmati di fronte al minimo insuccesso, mi sono fatto l'idea che sia mancata loro la figura paterna che in genere è quella che dà un senso di realtà, un rapporto con il mondo esterno. Il padre, di solito, mette il figlio “dentro la vita”.

 


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foto M.Binda/ archivio aminAMundi

 

Stefano Zecchi, nato a Venezia il 18 febbraio del 1945, è scrittore, giornalista e professore ordinario di Estetica presso l'Università degli Studi di Milano.  Opinionista per molte trasmissione R.A.I - è stato anche  Assessore alla Cultura del Comune di Milano.

 

Tra i suoi libri ricordiamo:

Fenomenologia dell’esperienza (1972), La fenomenologia dopo Husserl nella cultura contemporanea (1978), La magia dei saggi (1983), La fondazione utopica dell'arte (1984), La bellezza (1990), Verso dove (1991), i saggi Sillabario del nuovo millennio (1993), Estasi (1993), Il brutto e il bello (1995), Sensualità (1995 - premio Bancarella 1996), L'incantesimo (1997), L'artista armato (1998), Capire l'arte (1999), Fedeltà (2001), Amata per caso (2003), L'uomo è ciò che guarda (2005), Le promesse della bellezza (2006), Quando ci batteva forte il cuore (2010).


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