Kabballa; lo zohar; libro dello splendore; aminamundi; storia della religione ebraica; kabbala; IL LIBRO DELLO ZOHAR ceni storici
lunedì 23 ottobre 2017   ::  
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Kabbalah:   IL LIBRO DELLO ZOHAR


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Il Libro dello Zohar (detto anche: il  Libro dello Splendore) è considerato un insegnamento importantissimo e custode dei segreti dei  kabbalisti vissuti tremila anni prima  di Rabbi Shimon Bar-Yochai (Rashbi). Rabbi Shimon Bar-Yochai (Rashbi) mise infatti   per iscritto i testi segreti dandoli poi alla  luce nel Libro dello Zohar; egli  fu anche considerato  un Tana (o grande  saggio) anche citato più volte,  nel Talmud e nella Midrash, i testi sacri ebraici della sua epoca. 

Rashbi nacque e crebbe in Galilea (una regione montuosa nell’attuale nord dell’Israele). In quel periodo, la vita in Galilea era molto dura: i romani perseguitavano gli ebrei e promulgavano continuamente nuove leggi per rendere miserabili le loro vite. Tra queste leggi esisteva un decreto che proibiva agli ebrei di studiare la Torah nelle scuole da loro concepite anche per praticare la religione. Nonostante la proibizione dei romani, Rashbi si immerse nello studio della  Kabbalah e cercò di capirne il  significato più oscuro.

Gradualmente, Rabbi Shimon arrivò a capire che doveva trovare un insegnante che avesse già percorso la strada spirituale ed acquisito l’esperienza, una persona che avrebbe potuto guidare gli altri nell’ascesa della scala spirituale. Egli decise allora di unirsi al gruppo del più grande Kabbalista dell’epoca: Rabbi Akiva, una decisione questa che segnò la svolta nella sua vita.  Ben presto fu uno dei migliori studenti di Rabbi Akiva. Egli studiò col suo maestro per 13 anni e raggiunse i livelli più alti della scala spirituale.   La rivolta di Bar-Kokheva pose fine, improvvisamente, ai grandi giorni del seminario di Rabbi Akiva. Quasi tutti i suoi numerosi studenti (si parla di circa 24.000)  morirono di peste o nelle battaglie feroci contro i romani. Sopravvissero solo pochi  studenti e  Rashbi era uno di loro.  Va inoltre ricordato che Rashbi fu uno dei leader nella rivolta di Bar-Kokheva contro la legge romana nella terra di Israele. La sua resistenza divenne anche più cruenta e dura quando egli apprese in che modo venne giustiziato il suo insegnante Rabbi Akiva.  Proprio nel Talmud si racconta che,  in una delle occasioni in cui Rashbi si espresse contro la legge romana, un altro ebreo lo ascoltò e mise in allerta le autorità romane. Di conseguenza Rashbi fu giudicato in latitanza e fu condannato a morte. L’imperatore romano mandò degli uomini a cercarlo, ma con loro disappunto Rashbi sembrava essere svanito nel nulla.  

La latitanza e la  Grotta a Piqiin  

La leggenda narra che Rashbi e suo figlio fuggirono in Galilea, si nascosero nella grotta di Piqiin, un villaggio nel Nord d’Israele, e rimasero lì per 13 anni. Durante il soggiorno in quella grotta, essi scavarono nei segreti della saggezza celata degli antichi Kabbalisti.   Dopo 13 anni passati in quella grotta, Rashbi venne a sapere che l’imperatore romano era morto. Egli poteva finalmente tirare un sospiro di sollievo. Dopo aver lasciato il suo nascondiglio segreto,  Rashbi radunò nove studenti e con loro si recò in una piccola grotta a Meron, conosciuta come l’Idra Rabba (La Grande Assemblea).  A contatto con la Grande Assemblea Rashbi  scrisse Il Libro dello Zohar, considerato il più importante libro   della Kabbalah.  

Quanto grande fu realmente Rabbi Shimon Bar-Yochai, non è dato di saperlo alla gente comune. Di fatto per la tradizione della Kabbala egli è inteso come una delle più alte cariche della "Luce Interiore". Infatti  il  Baal HaSulam descrisse Rashbi ed i suoi studenti come gli unici capaci di raggiungere la perfezione, i 125 livelli spirituali che completano la correzione dell’anima, anche se vissero prima dei giorni del Messiah. "Questo è il motivo per cui la sua composizione fece una così grande impressione nel mondo, dato che i segreti della Torah occupano il livello di tutti i 125 gradini.

Questo spiega anche perché nello Zohar  si dice che tutti i segreti in esso contenuti, non saranno rivelati prima  dell'arrivo del   Messiah”.  “E quando sono vicini i giorni del Messiah (circa 6000 anni)  anche i bambini del mondo sono destinati a scoprire i segreti della saggezza,  a comprendere in essi i termini ed i programmi della redenzione, ed è in quel  tempo che sarà rivelato a tutti il libro dello Splendore".  

I segreti dello Zohar (o libro dello Splendore) sono trasmessi mediante l'incarnazione di un'unica anima che coordina  la Forza Superiore ad ogni creazione. Quest’anima discende nel nostro mondo e si incarna nei patriarchi della Kabbalah. Questo è l’ordine di apparizione: Abramo, Mosè, Rabbi Shimon Bar-Yochai, l’Arì (Rabbi Isaac Luria),  Rav Yehuda Ashlag (o meglio conosciuto come Baal HaSulam - il Padrone della Scala per il suo commento "HaSulam" che vuol dire la Scala).  

Inoltre va ricordato che, quest'ultimo, Rav Yehuda Ashlag,  è il  Kabbalista che scrisse per la nostra generazione,  sulla base di lavori che sono stati redatti da una cinquantina di anni fa,  dunque molto adatti per la comprensione della nostra epoca.  In pratica studiamo opere antiche ma in base a commenti che coincidono allo spirito del nostro tempo e alla correzione delle nostre anime. (Il libro è completamente incomprensibile per la nostra generazione, senza un’adeguata  interpretazione)

Il Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884-1954)

o Padrone della Scala (Baal HaSulam)

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Egli dedicò la propria vita alle interpretazioni ed alle innovazioni nella Saggezza della Kabbalah, per divulgarla al mondo intero. Il Baal HaSulam ha sviluppato un metodo unico, per lo studio della Kabbalah, con il quale chiunque può approfondire l’importanza della realtà e scoprire così le proprie radici e lo scopo della propria esistenza.

note biografiche:      Baal HaSulam nacque a Varsavia, in Polonia, il 24 settembre 1884. All'età di diciannove anni venne ordinato Rabbino dai più grandi Rabbini di Varsavia, e per sedici anni servì a Varsavia come Dayan (giudice ortodosso ebreo) e come insegnante. Nel 1921, Baal HaSulam immigrò in Israele e si stabilì nella Città Vecchia di Gerusalemme. I due maggiori lavori del Baal HaSulam, frutto di molti anni di lavoro, sono: Talmud Eser HaSefirot (Talmud delle Dieci Sefirot), commento alle scritture dell’Arì, e Perush HaSulam (Il Commento del Sulam) sul Libro dello Zohar. La pubblicazione delle 16 parti (in sei volumi) del Talmud Eser HaSefirot ebbe inizio nel 1937. Nel 1940 Rav Ashlag pubblicò Beit Shaar HaKavanot (La Casa del Cancello delle Intenzioni), che conteneva i commenti a scritture selezionate dell’Arì. Il Commento del Baal HaSulam sullo Zohar fu stampato in 18 volumi negli anni dal 1945 al 1953.

Più tardi egli scrisse tre volumi supplementari contenenti i commenti su “Il Nuovo Zohar”, la cui stampa è stata completata nel 1955, dopo la sua morte. Nella sua “Introduzione a Il Libro dello Zohar” egli motivò la propria scelta di chiamare il suo commento “La Scala”, con queste parole: “Ho dato a questo commento il nome di HaSulam (La Scala), perché ritengo che abbia la funzione di una qualsiasi scala. Se avete una soffitta colma di ricchezze, vi manca solo una scala per salire, ed avrete fra le mani tutto il bene del mondo”. Il Baal HaSulam creò una serie di introduzioni per preparare gli allievi a studiare correttamente gli scritti Kaballistici, ed anche per spiegare loro il metodo di studio. Quegli scritti includono “La Prefazione al Libro dello Zohar”, “L’Introduzione al Libro dello Zohar”, “La Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, “La prefazione al Commento Il Sulam”, “Una prefazione generale all’Albero della Vita” e “L’introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot”. Queste introduzioni racchiudono la soluzione per tutte le necessità degli studenti in modo che sappiano massimizzare i loro sforzi negli studi ed accelerare il loro cammino verso la spiritualità. Nel 1940 il Baal HaSulam pubblicò un giornale chiamato La Nazione. Negli ultimi anni scrisse “Gli Scritti dell’ultima generazione” nel quale analizzò diverse dottrine di governo ed abbozzò un piano dettagliato per costruire una società sana.  

L’uomo   Il Baal HaSulam fu un personaggio affascinante e complesso, di larghe vedute, ben educato e profondamente coinvolto negli eventi, del mondo in generale, ma in quelli d’Israele soprattutto. Le sue opinioni erano, e lo sono ancora, considerate rivoluzionarie e radicali per la loro audacia.

Da un estratto del giornale Haarezt, pubblicato il 16 dicembre 2004, si legge: “In una giornata dei primi anni ’50, a Gerusalemme, Shlomo Shoham, autore, criminologo e vincitore del Prix d’Israele, decise di far visita al Kabbalista Rav Yehuda Ashlag […] All’epoca Ashlag stava cercando di stampare HaSulam (La Scala) traduzione in ebraico del Libro dello Zohar accompagnata da un importante commento. Ogni volta che si procurava del denaro, proveniente da piccole donazioni, stampava delle parti del suo HaSulam. Shoham descrive così il suo incontro con Rav Ashlag:

“L’ho trovato in un edificio fatiscente, quasi una baracca, con all’interno una vecchia macchina per la stampa. Non avrebbe potuto permettersi di pagare un tipografo, così si occupava lui stesso della composizione, lettera per lettera, stando sulla macchina  per ore intere, nonostante fosse prossimo ai settant’anni. Ashlag fu, chiaramente, uno Tzadik (uomo giusto), un uomo umile con un viso raggiante. Ma rimase, tuttavia, una figura totalmente marginale e terribilmente povera. In seguito seppi che passò così tante ore a comporre, che il piombo utilizzato nel processo di stampa danneggiò la sua salute”.

C’è voluto oltre mezzo secolo perché ne venisse compresa la grandezza, ma oggi i successi del Baal HaSulam hanno ottenuto il giusto riconoscimento. Negli ultimi anni i suoi insegnamenti hanno suscitato grande interesse, e centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo studiano le sue opere, che sono state tradotte in molte lingue. Adesso, chiunque desideri davvero ascendere al mondo spirituale può farlo con semplicità. Il Baal HaSulam morì nel 1954, ed il suo primogenito, Rav Baruch Shalom Ashlag, ha continuato il suo cammino. 

 

IL LINGUAGGIO DELLA KABBALAH E LA LEGGE DELLA RADICE E DEL RAMO.

I saggi della Kabbalah hanno trovato che la forma dei quattro mondi denominati : Atzilut, Brià, Iezirà Assià, a cominciare dal primo mondo,

il più elevato, chiamato Atzilut, fino a questo mondo materiale e concreto chiamato Assià, è esattamente uguale in tutti i suoi elementi e casi. Questo vuol dire che tutta la realtà ed i suoi eventi che si trovano nel primo mondo, si trovano anche nel secondo che è al di sotto ad esso, senza alcun (ben minimo) cambiamento, ed è così in tutti gli altri mondi susseguenti fino a questo mondo concreto.   E non c'è alcuna differenza fra loro, ma solamente una differenza di gradino, che è compresa solamente nella materia degli elementi della realtà di ogni singolo mondo.

La materia degli elementi della realtà che si trovano nel primo mondo, quello più elevato, è la materia più pura di tutti i mondi a lui inferiori. E la materia degli elementi della realtà che si trovano nel secondo mondo è più rozza di quella del primo mondo, ma più pura di tutto ciò che è al di sotto del suo gradino.   E così è fino a questo mondo che a noi si presenta, dove la materia degli elementi della realtà è la più rozza ed oscura di tutti i mondi che lo hanno preceduto. Però le forme degli elementi della realtà ed anche tutti i loro eventi giungono ad ogni singolo mondo in modo equivalente sia nella quantità che nella qualità senza alcun cambiamento.   E lo hanno paragonato al caso del timbro e ciò che è stato da esso timbrato, quando tutte le forme che si trovano sullo stampo passano interamente, con tutti i loro elementi e con estrema precisione, alla cosa da esso stampata.

Così è rispetto ai mondi, quando ogni mondo inferiore è timbrato dal mondo ad esso superiore. Di conseguenza, tutte le forme che sono nel mondo superiore nella loro quantità e qualità vengono copiate nella loro integrità e giungono anche al mondo inferiore.   Nella maniera in cui non hai nessun elemento della realtà o degli eventi della realtà che si trovano nel mondo inferiore dove tu non possa trovare il suo esempio nel mondo a lui superiore nella forma identica come due gocce d'acqua.   E sono chiamati Radice e ramo. Questo significa che lo stesso elemento che si trova nel mondo inferiore è distinto come un ramo dello stesso esemplare che si trova nel mondo superiore, essendo egli la radice dell'elemento inferiore, ed è da lì che è stato timbrato per dar luogo allo stesso elemento nel mondo inferiore.   Questa è l'intenzione dei nostri saggi nel loro detto «Non hai un filo d'erba sotto che non abbia mazal (radice).  Questo significa che la radice, chiamata mazal, lo obbliga a crescere ed a ricevere l'intero suo attributo, in quantità e qualità, come nel caso del timbro e dello stampato suddetto. E questa è la legge della radice e del ramo, che è in atto in tutti gli elementi della realtà e degli eventi della realtà in ogni singolo mondo rispetto al mondo che gli è superiore.  

Il linguaggio dei Kabbalisti è il linguaggio dei rami   Questo significa che quei rami stanno ad indicare le loro radici e ne sono gli esempi ed esistono necessariamente nel Mondo Superiore. Dato che non hai alcuna realtà nel mondo inferiore che non sia indotta e sgorghi dal mondo superiore ad esso. E' molto importante osservare che,  il linguaggio dei rami della Kabbalah è più semplice per spiegare i concetti della saggezza dei nostri linguaggi ordinari dato che, com'è conosciuto nella teoria del Nominalismo, i linguaggi si sono molto ingarbugliati nelle bocche delle masse. Questo vuol dire che le parole continuano a vuotarsi del loro preciso contenuto dal grande uso che se ne fa, e di conseguenza si sono verificate grandi difficoltà nel trasmettere precise supposizioni da un amico all'altro sia pronunciandole che scrivendole. 

Questo non succede nella "lingua dei rami della Kabbalah" che è stata prelevata dai nomi delle creazioni e degli avvenimenti, stabiliti ed eretti ai nostri occhi, definiti dalle leggi della natura, eternamente immutabili. Non accadrà mai agli ascoltatori ed ai lettori di sbagliare nel comprendere le parole a loro proposte, dato che le definizioni della natura sono assolute e questa è una legge che non può essere infranta.  

 


Luca Brezzi   /giugno 2014

in collaborazione/Centro Studi e Ricerche Ashlag kabballah


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