lunedì 23 ottobre 2017   ::  
 

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Caravaggio, San Tommaso incredulo - 1601


 

Tommaso e le dispute teologiche.

 

(di  Abbati Giuseppe  - 15-02-2008)  

 

Tommaso D’Aquino frequentò la facoltà delle Arti, appena fondata a Napoli, da Federico II ed entrò, subito dopo a far parte dell’ordine  Domenicano.  Si  trasferì a Colonia a studiare teologia ed il suo  maestro fu Alberto Magno, uno dei maggiori teologi del periodo. Tommaso passò poi a Parigi ove iniziò la carriera accademica ricoprendo ruoli importanti sino a diventare un’autorità per il cristianesimo-medioevale. A Notre dame di Parigi e’ possibile vedere una sua rappresentazione iconografica  apprezzata, ancora oggi, da  molti fedeli. Gli studi accademici di Tommaso, recuperano la tradizione Aristotelica con l’adozione di particolari concetti della metafisica, della logica integrati con i dogmi della fede cattolica. Naturalmente anche altre tradizioni,influenzano il suo  pensiero, in particolar modo il  neoplatonismo. Egli interviene soprattutto, nel dibattito sulla relazione tra filosofia e teologia e l’ispirazione aristotelica, verso la teoria della “teologia-razionale”. al vertice dell’attività conoscitiva dell’uomo. Tommaso a differenza di molti suoi contemporanei era  fiducioso riguardo alla possibilità, per la ragione, di cogliere la verità di Dio in sintonia con quella rivelata. Fede e religione,  rappresentano  due vie distinte. La prima fondata sull’attività di Dio;  la seconda, basata sulla forza della dimostrazione, comunque  limitata alla finitezza della natura umana, incapace di varcare la soglia del mistero.  Per Tommaso, rimane   il fatto che non vi sia mai contraddizione tra il pensiero razionale e teologico  ossia tra la verità e la riflessione intelletuale infatti egli dice: “La  Grazia non supera la natura, ma la compie”. 

 

Pur rifacendosi al pensiero di Aristotele,Tommaso si distingue dallo Stagirita su  due concetti:

L’essere, per Tommaso,  a differenza di Aristotele, non e’ nozione prima posseduta da ogni uomo ed attitudine a ogni esistente, l’essere e’ anche la causa ossia  “fondamento di ciò che e’”.

L’Atto puro: per Tommaso non e’ soltanto, il principio immobile del movimento di un mondo coeterno. L’atto puro, assume il significato della causa prima  dell’essere stesso. 

 

Le speculazioni filosofiche e teologiche di Sant’Tommaso  avevano lo scopo fondamentale di spiegare che la ragione,  si rende consapevole dell’esistenza di Dio.

 

Le dispute:

Nel periodo in cui visse  San Tommaso ( 1221-1274)  vi erano pensatori che mettevano in dubbio l’esistenza di Dio o ne davano una interpretazione che metteva sullo stesso piano l'Essere assoluto con l'Essere relativo ed umano. Tommaso, attraverso un elaborato procedimento  logico-concettuale  riusciva a dimostrare, senza contraddizione, l’esistenza di Dio  mediante cinque vie:

 

La via del mutamento – causa del divenire o passaggio dalla potenza all’atto. Nell’universo vi e’ dunque una causa immutabile, causa di tutte le cause del mutamento dell’essere esistente. .

 

La via del rapporto tra effetto e causa efficiente – se ogni effetto, rimanda ad una causa quindi e’ necessario  Dio, causa  prima di ogni cosa.

 

La via del rapporto tra contingente e necessario – la contingenza delle cose rimanda ad un essere   assoluto e  necessario  ossia Dio.

 

La via dei vari gradi di perfezione – la natura dimostra vari gradi di perfezione, che dipendono dal grado di partecipazione ad un principio assoluto.

 

La via dell’ordinamento finalistico – di tutto l’universo – l’ordine dell’universo – fa presupporre l’esistenza di una intelligenza  ordinatrice. Dunque Dio.

 

Elaborando concetti di derivazione Aristotelica,  Tommaso giungeva a dimostrare, con le cinque vie, la perfezione di Dio, creatore del mondo. puro intelletto e Provvidenza.

Perché dunque  egli si contrappone agli interpreti arabi,  i quali nelle dispute ammettono anch’essi l’esistenza di un Dio intelligente e creatore del mondo?

Gli  interpreti arabi concepivano la creazione del mondo, come necessaria, introducendo una pericolosa dipendenza di Dio dalle sue creature. Se infatti, Dio, crea necessariamente, allora ha bisogno delle creature per realizzare la propria perfezione. Inoltre, se le creature procedono necessariamente, da Dio, fra esse ed il  creatore non vi e’ una reale distinzione; ossia non sussiste separazione tra l’essere uomo e l’essere dio.

Tale distinzione  per  Tommaso e’ invece  garantita dalla trascendenza e dall’imperfezione del mondo. L’atto creativo di Dio, e’ assolutamente libero ed in ciò consiste la sua grandezza, solo la creazione e’ dono del suo amore.

 

San Tommaso  e la polemica con    Sigeri di Bramante.

Sigeri di Bramante,  ammetteva  l’esistenza di un unico intelletto “agente” (per tutte le creature) distinto  da un intelletto potenziale. Tommaso invece sostiene l’esistenza di entrambi;  infatti l’intelletto di ogni essere  e’ agente quando pensa  i principi universali ed e’ potenziale quando riceve le rappresentazioni astratte per poi elaborarle nell’esperienza. E’ inutile avere un intelletto separato  per  Tommaso,  ogni individuo deve agire, necessariamente  secondo la propria natura. Così  egli dimostrava, nelle dipuste teologiche,  che non e’ necessario, scomodare Dio, per spiegare attività proprie dell’uomo; anzi  fa parte della grandezza di Dio dotare le creature di un’essenza determinata e di libero arbitrio.

 

Sebbene Tommaso affermi che l’uomo e’ sinolo di forma (anima) e materia (corpo)  se ne discosta quando sostiene che l’anima e’ immobile e può sussistere autonomamente rispetto al corpo. L’anima a differenza del corpo ha  una  propria natura ed e’ in grado di cogliere gli universali L’anima e’ anche autocoscienze.

 

Opere tomiste tra le più importanti.

Commento alle sentenze; De ente et essentia, la Summa contra Gentiles e la Summa Teologiae.

 

 

A Roma risiede :

Pontificia Università degli Studi San Tommaso d'Aquino.  

 

 Le sue radici  storiche  sono presso lo  Studium medioevale dell'Ordine Domenicano.

Nel 1963, Giovanni XXII  introdusse  altre istituzioni di studi teologici e filosofici. VI e’ un’importante fondazione della Biblioteca Casanatense – illustre centro di studi teologici fondata da Girolamo Casanate (dec. 2 marzo .1700).

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